verso un autunno di verifica politica


Dopo la pausa estiva il Consiglio regionale della Sardegna riaccende i motori con due dossier destinati a occupare il centro del dibattito nei prossimi mesi: la costruzione della prossima manovra finanziaria e il tema dell’energia. Ma è solo l’inizio di una fase che vedrà giocarsi in autunno una partita tutta politica, a partire dal rinnovo delle presidenze delle commissioni e di un’eventuale verifica degli equilibri della maggioranza che sostiene Alessandra Todde, con possibili riflessi sull’assetto della Giunta e sulle strategie dei partiti in vista delle elezioni politiche del 2027.

Da martedì 8 settembre le commissioni consiliari entreranno nel vivo dell’esame del Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2027-2029, mentre il giorno successivo si insedierà finalmente la Commissione speciale Energia, istituita più di un anno fa ma mai entrata concretamente in funzione. La ripresa dei lavori segna anche l’apertura della fase che porterà alla Finanziaria 2027, dopo l’approvazione, ad agosto, della variazione di bilancio da circa 2,5 miliardi di euro per il prossimo triennio.

Il Defr apre il percorso verso la prossima manovra

Al centro della prima settimana di attività ci sarà il Documento di economia e finanza regionale 2027-2029, approvato dalla Giunta il 14 agosto e ora all’esame del Consiglio regionale. Il Defr rappresenta la cornice strategica entro cui dovranno essere costruite le future manovre finanziarie della Regione. Non distribuisce direttamente le risorse, ma individua priorità, obiettivi e indirizzi politici che guideranno le successive scelte di bilancio. “Con l’approvazione del Defr definiamo gli indirizzi e gli obiettivi strategici del prossimo triennio, a partire dai quali faremo le prossime scelte di bilancio. Vogliamo arrivare alle prossime scadenze nei tempi previsti, proseguendo il percorso di riallineamento del ciclo di programmazione e di bilancio avviato negli ultimi due anni”, aveva spiegato il vicepresidente della Regione e assessore della Programmazione Giuseppe Meloni dopo il via libera della Giunta. Secondo l’impostazione illustrata dall’esecutivo, il documento conferma cinque grandi aree strategiche che spaziano dalla coesione territoriale alla mobilità, dalla sanità alle politiche sociali, dalla scuola al lavoro, fino a imprese, innovazione, transizione energetica e modernizzazione della pubblica amministrazione. L’esame del Defr impegnerà gran parte dell’attività delle commissioni nella settimana della ripresa.

Il calendario dei lavori

Martedì 8 settembre alle 10 si riunirà la Quinta commissione Attività produttive. In programma l’audizione dell’assessore al Turismo Franco Cuccureddu sul documento economico-finanziario e, successivamente, quella dell’assessore all’Industria Emanuele Cani sulla proposta di rideterminazione del perimetro comprensoriale del Consorzio industriale del Nord Est Sardegna.

Sempre martedì, alle 18, si riunirà la Quarta commissione Governo del territorio per ascoltare l’assessora dei Trasporti Barbara Manca sia sulle parti di competenza del Defr sia sulla programmazione delle nuove rotte aeree. I lavori proseguiranno mercoledì con le audizioni degli assessori ai Lavori pubblici Antonio Piu e all’Ambiente Rosanna Laconi.

Anche la Sesta commissione Sanità sarà impegnata sul documento di programmazione regionale. Mercoledì 9 settembre ascolterà l’assessora alla Pubblica istruzione Ilaria Portas, mentre giovedì 10 settembre è prevista l’audizione della presidente della Regione Alessandra Todde nella sua veste di assessora alla Sanità ad interim. Nella stessa giornata, alle 11, la Prima commissione Autonomia dovrà esprimere il proprio parere di competenza sul Defr.

Energia, parte la commissione rimasta ferma per un anno

Se il Defr rappresenta il principale dossier economico della ripresa, il tema energetico continua a essere uno dei terreni di confronto più delicati della legislatura. Mercoledì 9 settembre alle 12 è convocata la prima seduta della Commissione speciale Energia del Consiglio regionale. All’ordine del giorno c’è l’elezione dell’Ufficio di presidenza. L’organismo era stato previsto da un ordine del giorno approvato all’unanimità dall’Aula l’11 agosto 2025, nel pieno delle polemiche sull’espansione dei progetti eolici e fotovoltaici nell’isola e del confronto sulle norme regionali per l’individuazione delle aree idonee e non idonee agli impianti da fonti rinnovabili. Il suo avvio è stato accompagnato per mesi da tensioni tra maggioranza e opposizione. L’intesa raggiunta prevedeva l’assegnazione della presidenza al centrodestra e il nome indicato è quello del consigliere Stefano Tunis di Sardegna al Centro 20Venti.

Filiera bovina, trasporti ed emigrazione tra gli altri dossier

Accanto a finanza ed energia, la ripresa dei lavori porterà all’attenzione delle commissioni anche altri temi. Martedì pomeriggio la sottocommissione della Quinta commissione avvierà l’elaborazione del testo unificato per la valorizzazione della filiera bovina sarda. La Sesta commissione sarà inoltre chiamata ad affrontare la vicenda della Consulta regionale dell’emigrazione. L’assessora al Lavoro Desirè Manca riferirà sulle problematiche che riguardano l’organismo e sulla procedura relativa alla revoca della nomina del presidente Aldo Aledda e alla sua sostituzione. Giovedì la stessa commissione discuterà anche il programma per la promozione e la valorizzazione dell’amministrazione di sostegno a tutela delle persone con disabilità e il Piano regionale dei servizi alla persona 2026-2028. La Prima commissione Autonomia esaminerà invece alcune proposte legislative in materia di polizia locale, organizzazione delle compagnie barracellari e nuove modalità di partecipazione da remoto alle sedute degli organi di Comuni, Province e Città metropolitane.

A novembre il rinnovo dei vertici delle commissioni

Ma la vera partita politica dell’autunno potrebbe arrivare tra poche settimane. A novembre scadrà infatti il mandato dei presidenti delle commissioni permanenti. Gli organismi si sono insediati nel maggio 2024 e il regolamento del Consiglio prevede una durata di trenta mesi per i rispettivi vertici. Il rinnovo delle presidenze rappresenterà uno dei primi test sugli equilibri interni della legislatura e offrirà un’indicazione sui rapporti di forza tra maggioranza e opposizione in vista delle sfide politiche e finanziarie che attendono il Consiglio regionale nei prossimi mesi.


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