Nasce “Laboratorio Città Vecchia”: incentivi fino a 150.000 euro per riattivare immobili e creare nuove imprese


TARANTO – Riattivare immobili pubblici e privati della Città Vecchia, favorire la nascita di nuove imprese, creare lavoro e servizi e sperimentare un modello di rigenerazione da poter successivamente estendere ad altri territori della Puglia. È l’obiettivo di “Laboratorio Città Vecchia”, il programma approvato dalla Giunta regionale e nato dalla collaborazione tra Regione Puglia e Comune di Taranto.

Il progetto punta a superare la tradizionale impostazione basata esclusivamente sul recupero fisico degli immobili. L’intenzione è costruire attorno agli spazi disponibili un sistema capace di accompagnare concretamente chi vuole avviare un’attività, mettendo insieme patrimonio pubblico, incentivi economici, formazione, assistenza, tutoraggio e strumenti per favorire nuove iniziative imprenditoriali.

Taranto diventa così il primo territorio pugliese nel quale verrà sperimentato questo modello, con l’obiettivo di verificarne risultati ed efficacia e valutarne successivamente l’applicazione ad altri centri storici, borghi, quartieri periferici e aree nelle quali esistono immobili pubblici o privati inutilizzati o sottoutilizzati.

Il programma si innesta sul percorso già avviato dall’Amministrazione comunale, che ha individuato 12 immobili di proprietà del Comune nella Città Vecchia da destinare, attraverso procedure pubbliche, all’insediamento di nuove attività economiche, commerciali e artigianali.

Il Comune avrà il compito di mettere a disposizione gli spazi, stabilirne le destinazioni d’uso e gestire le procedure di concessione. La Regione, parallelamente, affiancherà alla disponibilità degli immobili una serie di strumenti destinati a sostenere chi deciderà di investire nell’Isola.

Uno degli elementi centrali della sperimentazione riguarda l’ampliamento delle attività ammesse alle opportunità previste dal bando NIDI JTF, esclusivamente nell’ambito di “Laboratorio Città Vecchia”. La modifica consentirà di aumentare le possibilità di accesso agli incentivi per chi intende avviare nuove iniziative nell’area interessata, senza cambiare le regole della misura nel resto della Puglia.

Il presidente della Regione Antonio Decaro collega il progetto anche all’esperienza vissuta dalla città durante i Giochi del Mediterraneo.

La città di Taranto ha tante energie da liberare e da valorizzare”, afferma Decaro, richiamando la partecipazione dei cittadini e la vivacità registrata durante i giorni della manifestazione sportiva.

Secondo il presidente della Regione, quanto accaduto durante i Giochi avrebbe mostrato concretamente la volontà di vivere e investire nella città. Da qui la scelta di avviare un laboratorio urbano accompagnato da un sostegno economico regionale in larga parte a fondo perduto.

Vogliamo favorire l’attivazione di nuove attività economiche che possano animare la città vecchia di Taranto e dare l’impulso a un nuovo sviluppo economico diffuso nella città”, sottolinea Decaro.

L’obiettivo, però, non riguarda soltanto l’apertura di imprese. La Regione punta anche alla rigenerazione degli immobili pubblici e privati, alla nuova occupazione e al coinvolgimento diretto della comunità, stimolando cittadini, professionisti e operatori economici a proporre idee e progetti.

Tutti siamo coinvolti in questa storia. Tutti dobbiamo sentirci protagonisti di un cambiamento”, afferma il presidente.

Decaro auspica inoltre che, accanto ai 12 immobili pubblici individuati dal Comune, possano essere progressivamente coinvolti anche proprietari privati, così da creare un sistema urbano più ampio di recupero e riutilizzo degli spazi della Città Vecchia.

La sperimentazione avrà un valore che va oltre Taranto. La Regione intende infatti utilizzare l’esperienza come laboratorio per comprendere se questo modello possa diventare una politica replicabile in tutta la Puglia.

Abbiamo scelto di avviare questa sperimentazione pilota per verificare sul territorio la possibilità di sostenere nuovi percorsi di rigenerazione urbana dei centri storici o di piccoli borghi”, spiega Decaro.

Non è casuale, secondo il presidente, neppure la giornata scelta per presentare il programma, coincidente con la conclusione dei Giochi del Mediterraneo.

Ai tarantini e alle migliaia di persone che in questi giorni dei Giochi hanno potuto vedere da vicino la bellezza e le possibilità che Taranto ha vogliamo mandare un messaggio: la Storia di Taranto non finisce oggi, anzi, oggi mettiamo un nuovo primo passo”, afferma.

Sul piano economico, “Laboratorio Città Vecchia” sosterrà investimenti compresi tra 10.000 e 150.000 euro, con una copertura complessiva pari al 100% dell’investimento ammesso.

Il meccanismo prevede il 50% sotto forma di contributo a fondo perduto, il 25% attraverso un prestito a tasso zero e il restante 25% mediante assistenza rimborsabile.

Quest’ultima quota potrà trasformarsi a sua volta in contributo a fondo perduto nel caso in cui vengano regolarmente versate le prime 30 rate previste.

Alle agevolazioni per gli investimenti potranno inoltre aggiungersi fino a 15.000 euro di contributo a fondo perduto destinato alle prime spese di gestione, così da accompagnare le attività anche nella delicata fase iniziale successiva all’avvio.

Il programma non entrerà in azione soltanto nel momento in cui un’impresa deciderà di insediarsi. Una parte importante dell’intervento sarà infatti dedicata alla fase precedente, con iniziative finalizzate a creare competenze, far emergere idee imprenditoriali e costruire reti tra soggetti pubblici, privati e comunità locale.

L’obiettivo è mettere in relazione gli immobili disponibili con le aspirazioni di chi vuole fare impresa e con le esigenze concrete dei residenti della Città Vecchia.

Tra le azioni previste figura l’apertura di uno Sportello territoriale permanente, che dovrà fornire informazioni, orientamento e accompagnamento a tutti i soggetti interessati a sviluppare un’attività nell’area.

Saranno inoltre realizzate iniziative di animazione territoriale e coinvolgimento della comunità, insieme a percorsi formativi destinati sia a operatori già presenti sul mercato sia ai residenti interessati ad avviare esperienze di autoimpiego, lavoro autonomo o microimpresa.

Chi parteciperà al programma potrà essere accompagnato nella costruzione del progetto e nella predisposizione del piano d’impresa. Anche dopo l’insediamento sarà previsto un sistema di assistenza attraverso servizi di tutoraggio, consulenza specialistica, networking e promozione collettiva.

La sperimentazione guarda in particolare alla possibilità di attirare giovani, professionisti, imprese, associazioni e operatori culturali, senza perdere di vista la necessità di rafforzare i servizi di prossimità destinati a chi già vive nella Città Vecchia.

Il programma punta anche a recuperare e valorizzare mestieri, competenze, conoscenze artigianali e risorse presenti nella comunità locale, inserendoli all’interno di una strategia di sviluppo più ampia.

A sostenere tecnicamente il percorso saranno ARTI, Agenzia regionale per la tecnologia, il trasferimento tecnologico e l’innovazione, e Puglia Sviluppo, individuate come soggetti attuatori.

Le 2 strutture regionali saranno coinvolte nelle attività di animazione territoriale, formazione, accompagnamento, monitoraggio e valutazione, oltre che nella gestione degli strumenti destinati al sostegno degli investimenti.

Il loro compito sarà quello di mettere competenze e strumenti a disposizione di chi intende trasformare un’idea in una nuova attività nella Città Vecchia, accompagnandone il percorso dalla progettazione fino alla fase operativa.

Con l’approvazione di “Laboratorio Città Vecchia”, Taranto diventa quindi il banco di prova di una nuova impostazione della rigenerazione urbana, nella quale il recupero degli immobili rappresenta soltanto una componente di un intervento più complesso.

La strategia punta infatti a costruire intorno agli spazi recuperati nuove attività economiche, lavoro, servizi e relazioni con la comunità, verificando nel tempo quali risultati possano essere prodotti.

L’esperienza maturata nell’Isola potrà poi diventare la base per interventi futuri in altre aree pugliesi caratterizzate dalla presenza di patrimonio immobiliare inutilizzato.

La prospettiva indicata dalla Regione è quella di una rigenerazione che parta dalle persone prima ancora che dagli edifici, riportando in vita spazi oggi sottoutilizzati attraverso nuove imprese, competenze, servizi e opportunità capaci di produrre effetti economici e sociali duraturi.




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