Scuola in Sardegna, aumentano i precari e calano gli organici


Scuola in Sardegna, più precari e meno personale

Troppi precari nella scuola in Sardegna, tagli al personale ATA, dimensionamento scolastico e abbandono degli studi. Sono alcuni dei problemi che accompagnano il nuovo anno scolastico in Sardegna. A fare il punto è Emanuela Valurta, segretaria generale della FLC CGIL Sardegna, intervenuta per analizzare le principali criticità della scuola nell’Isola.

Secondo il sindacato, la situazione degli organici resta particolarmente delicata. A livello nazionale le supplenze sono aumentate del 12,7% rispetto agli anni scolastici precedenti, mentre il ricorso ai contratti a tempo determinato continua a interessare soprattutto il personale docente e ATA. Sul sostegno, inoltre, le deroghe hanno raggiunto livelli particolarmente elevati.

In Sardegna il problema riguarda anche il personale ATA. L’organico complessivo è passato da 4.099 unità dell’anno scolastico 2025-2026 a 3.966 nel 2026-2027, con una riduzione di 133 posti. Il taglio interessa soprattutto i collaboratori scolastici, mentre gli assistenti amministrativi diminuiscono di ulteriori 19 unità.

Scuola in Sardegna (Immagine generata con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale)

Scuola in Sardegna, tagli al personale ATA e più precari

La riduzione degli organici, secondo Valurta, aumenta il carico di lavoro del personale ATA e crea problemi soprattutto sul fronte della sorveglianza e della sicurezza degli studenti. I collaboratori scolastici devono infatti garantire servizi essenziali all’interno degli istituti con meno personale a disposizione.

A questo si aggiunge il ricorso sempre più frequente ai supplenti. La FLC CGIL Sardegna considera il fenomeno un segnale di precarizzazione strutturale del sistema scolastico. Secondo Valurta, l’aumento dei contratti a tempo determinato incide anche sulla continuità didattica e sulla possibilità per gli studenti di seguire un percorso educativo stabile.

Il problema riguarda in particolare le assenze brevi. Una recente modifica normativa prevede l’utilizzo del personale dell’organico dell’autonomia per coprire alcune sostituzioni fino a dieci giorni. Secondo la FLC CGIL, questa soluzione sottrae personale alle attività di potenziamento e ai progetti didattici, riducendo ulteriormente le risorse disponibili nelle scuole.

Valurta richiama inoltre la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea sulla reiterazione dei contratti a tempo determinato del personale scolastico. Per il sindacato, il quadro conferma la necessità di intervenire sulla stabilizzazione degli organici e di ridurre il ricorso sistematico alle supplenze.

Abbandono scolastico e dimensionamento, penalizzate le zone interne

La precarietà degli organici si inserisce in un quadro più ampio. La Sardegna continua infatti a confrontarsi con un alto tasso di abbandono scolastico, soprattutto nei territori più fragili. Secondo Valurta, i risultati degli studenti sono strettamente collegati anche alle condizioni socioeconomiche delle famiglie e alla qualità dei servizi disponibili sul territorio.

La distanza tra le aree metropolitane e le zone interne rappresenta un’altra criticità. I territori più isolati devono fare i conti con lo spopolamento e con una minore disponibilità di servizi. In questo contesto, il ridimensionamento della rete scolastica rischia di accentuare le difficoltà.

Il dimensionamento scolastico ha ridotto il numero delle autonomie in Sardegna da 425 a 223. L’ultimo intervento ha comportato un ulteriore taglio di nove autonomie. La FLC CGIL sottolinea soprattutto l’impatto sulle aree interne, con particolare riferimento ai territori del Nuorese e dell’Ogliastra.

Gli accorpamenti portano alla nascita di istituti più grandi e complessi da gestire. Secondo Valurta, però, non si può valutare il dimensionamento soltanto sulla base del numero degli studenti. Le scuole delle aree interne svolgono infatti una funzione importante anche per contrastare l’isolamento sociale e territoriale.

Per il sindacato, ridurre le autonomie proprio nei territori più fragili rischia di allontanare le istituzioni scolastiche dalle comunità locali. Il risultato potrebbe essere una minore offerta formativa e un ulteriore aumento delle difficoltà per gli studenti che vivono nelle zone interne.

Tempo pieno, trasporti e nuovi servizi contro l’abbandono

Per contrastare la dispersione scolastica, la FLC CGIL Sardegna chiede un investimento strutturale nell’istruzione. Secondo Valurta, non basta intervenire soltanto sugli organici. Occorre rafforzare i servizi che permettono agli studenti di frequentare la scuola con continuità.

Tra le priorità indicate dal sindacato c’è l’estensione del tempo pieno e del tempo scuola prolungato in modo omogeneo su tutto il territorio regionale. L’obiettivo è offrire maggiori opportunità soprattutto agli studenti che vivono nelle aree più svantaggiate.

Un altro punto riguarda i trasporti. Molti studenti delle zone interne sono pendolari e devono affrontare spostamenti quotidiani per raggiungere gli istituti. Il potenziamento del trasporto scolastico e dei collegamenti potrebbe quindi facilitare la frequenza e ridurre uno degli ostacoli che incidono sul percorso degli studenti.

La FLC CGIL propone inoltre l’introduzione di figure educative e di supporto nei piccoli plessi e nei comuni delle aree interne. Queste professionalità potrebbero affiancare le scuole nei territori che affrontano maggiori difficoltà sociali e demografiche.

Per Valurta, infine, Stato e Regione devono aumentare gli investimenti nell’istruzione. La qualità della scuola incide anche sul futuro economico della Sardegna, perché un livello più basso di formazione può contribuire a frenare la crescita e la produttività del territorio.

 

Intervista a cura di Egidiangela Sechi

La strambata del 14-09-2026

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