contratto di lavoro farmacisti
14 Settembre 2026
La trasformazione della farmacia dei servizi e la crescita delle acquisizioni da parte di società di capitali e grandi gruppi stanno modificando attività e organizzazione del lavoro. Per Fisascat Cisl Toscana il rinnovo del Ccnl deve riconoscere le nuove responsabilità attraverso inquadramenti e retribuzioni adeguati.
di Redazione Farmacista33
La trasformazione della farmacia, con l’ampliamento dei servizi sanitari e le acquisizioni da parte di società di capitali, sta modificando il lavoro dei farmacisti e questo cambiamento deve trovare risposta nel rinnovo del Ccnl attraverso una classificazione professionale più coerente con le funzioni svolte e un trattamento economico adeguato alle competenze e alle responsabilità assunte. Il nuovo contratto, secondo Fisascat Cisl Toscana, “non può limitarsi a recuperare una parte del potere d’acquisto perduto, ma deve riconoscere il nuovo ruolo assunto dalle lavoratrici e dai lavoratori nella farmacia dei servizi”.
Cambia la farmacia: più mansioni e responsabilità del farmacista
L’ampliamento dei servizi offerti dalle farmacie che da luoghi di dispensazione dei medicinali si sono trasformate in presidio sanitario di prossimità, dove si effettuano vaccinazioni, screening, prestazioni di telemedicina, prenotazioni e numerosi altri servizi, “deve comportare un pieno riconoscimento delle professionalità impiegate. Le nuove competenze, le maggiori responsabilità e la crescente complessità del rapporto con i cittadini devono trovare una corrispondenza concreta nella classificazione professionale e nella retribuzione” dichiarano Alessandro Gualtieri, Segretario generale della Fisascat Cisl Toscana e Giorgia Bumma Segretaria UST Pisa.
Per Fisascat Cisl è inaccettabile che “la farmacia assuma progressivamente nuove funzioni sanitarie e sociali senza che venga riconosciuto il valore del lavoro necessario a garantirle. Occorrono salari adeguati, organici sufficienti, formazione continua durante l’orario di lavoro e un’organizzazione capace di prevenire sovraccarichi, stress e burnout”.
Cambia il settore: crescono le acquisizioni da parte dei grandi gruppi
L’altra trasformazione del settore è la progressiva acquisizione delle farmacie indipendenti da parte di società di capitali e grandi gruppi, con il passaggio dal modello di tradizionale farmacia familiare “profondamente legata alla comunità” verso strutture organizzate e gestite centralmente.
Il sindacato non ha “contrarietà pregiudiziale” ma, sottolineano Gualtieri e Bumma, chiede che “l’innovazione non trasformi la farmacia in un semplice punto vendita e il personale in uno strumento per raggiungere obiettivi esclusivamente commerciali. La farmacia deve conservare la propria funzione sanitaria, sociale e di prossimità, tutelando l’autonomia e la dignità professionale di chi vi lavora”.
Da qui la richiesta di un rinnovo del contratto collettivo nazionale con “risposte economiche e normative coerenti con l’evoluzione del settore. Il rinnovo non può limitarsi a recuperare una parte del potere d’acquisto perduto: deve riconoscere il nuovo ruolo assunto dalle lavoratrici e dai lavoratori nella farmacia dei servizi”.
Sul rapporto tra responsabilità, inquadramento e retribuzione, Fisascat Cisl Toscana richiama anche il D.Lgs. 96/2026, in vigore dal 7 giugno: per il sindacato, le nuove disposizioni impongono “maggiore chiarezza sui criteri di inquadramento e retribuzione” e rappresentano “ulteriore strumento a sostegno della richiesta di un rinnovo contrattuale che renda finalmente trasparente e coerente il legame tra funzioni svolte e trattamento economico riconosciuto”.
A che punto sono i tavoli di trattativa
Le organizzazioni sindacali chiedono un adeguamento salariale che recuperi l’inflazione accumulata dal 2024 a oggi e avvicini il trattamento economico a quello già riconosciuto in altri comparti del terziario. Per la Cisl il principio è chiaro: a maggiori competenze e responsabilità devono corrispondere un inquadramento appropriato e una retribuzione più elevata, riconosciuta a tutto il personale di farmacia senza distinzioni strumentali. La qualità dell’assistenza offerta ai cittadini passa necessariamente dalla qualità, dalla stabilità e dalla giusta remunerazione del lavoro.
La distanza tra le parti al tavolo di negoziazione delle farmacie private “resta ampia” e ha portato a una “stagione di mobilitazione che dura ormai da oltre un anno”. A Federfarma, il sindacato regionale chiede quindi “una proposta economica e normativa all’altezza della trasformazione che il settore sta vivendo, senza continuare a scaricare sui lavoratori il costo di un rinnovo contrattuale rinviato ormai da oltre due anni”.
Diverso il percorso delle farmacie comunali. Il 15 settembre si riunirà a Roma la delegazione trattante con Assofarm per proseguire il confronto sul rinnovo del Contratto collettivo nazionale del comparto. Fisascat Cisl Toscana chiede che l’incontro “segni la svolta decisiva verso la chiusura dell’accordo, senza ulteriori rinvii”.
Fonte
ph.cr.magnific
TAG: CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL), RINNOVO DEL CONTRATTO, FARMACISTI, FARMACIE PRIVATE
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