fino a 21.000€ a fondo perduto


Il catalogo incentivi.gov.it riassume questa misura con “agevolazione concedibile fino a 32.000 euro”, e da quella riga nascono due equivoci: che sia una garanzia da 32.000 euro e che quei soldi arrivino in azienda. Nessuna delle due cose è vera. Il Fondo Nuovo Credito, Sezione Investimenti e Liquidità 2026 (sigla FNC-INV-LIQ-2026), strumento del fondo di partecipazione Credito Futuro Marche finanziato dal PR FESR Marche 2021-2027, combina una riassicurazione gratuita sulla garanzia del Confidi con tre contributi non restituibili: fino a 10.000 euro a fondo perduto sull’investimento, fino a 7.000 euro in conto interessi e fino a 4.000 euro sui costi della garanzia. Sommati fanno 21.000 euro. Il resto, fino a circa 32.000, è il valore che le regole sugli aiuti di Stato attribuiscono alla riassicurazione: conta per il plafond de minimis, ma non passa mai dal conto corrente dell’impresa.

La dotazione impegnata è di 6.142.311,99 euro, incrementabile fino a 11.407.609,66 euro lordi (10.961.412,42 al netto delle commissioni del gestore). Lo sportello è aperto dalle ore 11:00 del 9 settembre 2026 fino a esaurimento delle risorse, con esame in ordine cronologico: a due giorni dall’apertura il gestore registrava già 506.189,31 euro di richieste. Qui i tre contributi sono ricalcolati sul file ufficiale del gestore su tre progetti diversi e la procedura è descritta nell’ordine in cui avviene davvero: si parte dalla banca e dal Confidi, non da un portale regionale.

In sintesi: Fondo Nuovo Credito Marche, sezione Investimenti e Liquidità 2026, in 30 secondi

  • Cosa è: una riassicurazione regionale gratuita (80% della garanzia rilasciata da un Confidi convenzionato, a sua volta fino all’80% del prestito) abbinata a tre contributi a fondo perduto, gestita dal raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) Credito Futuro Marche (Uni.co., BNL, Confidicoop Marche) per conto della Regione.
  • Per chi: micro, piccole e medie imprese e lavoratori autonomi con partita IVA individuale, attivi e con una sede operativa nelle Marche (o con l’impegno ad aprirla), in tutti i settori tranne tabacco, produzione primaria agricola e produzione primaria di pesca e acquacoltura.
  • Quanto: contributi non restituibili fino a 21.000 euro (10.000 + 7.000 + 4.000) più riassicurazione gratuita su prestiti da 36.000 a 190.000 euro; aiuto complessivo in equivalente sovvenzione lordo fino a circa 32.000 euro. Dotazione impegnata 6.142.311,99 euro, fino a 11.407.609,66 euro a regime.
  • Quando: sportello aperto dalle ore 11:00 del 9 settembre 2026 fino a esaurimento delle risorse, con chiusura decisa da un decreto regionale (il regolamento non fissa una data: le tre date che circolano sono spiegate più sotto).
  • Come: domanda (Allegato 1, con marca da bollo da 16 euro) firmata dal 9 settembre 2026 e consegnata a uno dei Confidi convenzionati (cinque al 31 agosto 2026), dopo che banca e Confidi hanno deliberato il prestito; è il Confidi a caricarla sulla piattaforma app.creditofuturomarche.it.

21.000€Contributi a fondo perduto massimi (10.000 + 7.000 + 4.000)

6,14 M€Dotazione impegnata, fino a 11,4 M€ a regime

09/09/2026Apertura sportello, fino a esaurimento risorse

Fondo Nuovo Credito Investimenti e Liquidità 2026: la scheda della misura

Voce Dettaglio
Misura Fondo Nuovo Credito, Sezione Investimenti e Liquidità 2026 (FNC-INV-LIQ-2026), strumento del fondo di partecipazione Credito Futuro Marche, PR FESR Marche 2021-2027, azione 1.3.5, intervento 1.3.5.1c
Atti DGR n. 917 del 20/07/2026 (criteri applicativi); Decreto IACR n. 391 del 03/08/2026 (contratto attuativo e regolamento, CIG BC7F0535A1); Decreto n. 396 del 06/08/2026 (fatture dopo la concessione del Confidi); Decreto n. 405 del 24/08/2026 (apertura spostata al 09/09/2026)
Ente e gestore Regione Marche, Settore Industria, Artigianato e Credito; gestione affidata all’RTI Credito Futuro Marche (Uni.co. mandataria, BNL, Confidicoop Marche)
Chi accede Micro, piccole e medie imprese (Allegato I del Reg. UE 651/2014) e lavoratori autonomi con partita IVA individuale, attivi, con sede operativa nelle Marche
Agevolazione Riassicurazione gratuita dell’80% della garanzia Confidi più tre contributi a fondo perduto (max 10.000, 7.000 e 4.000 euro) su prestiti da 36.000 a 190.000 euro
Regime di aiuto De minimis, Reg. UE 2023/2831; su richiesta dell’impresa, art. 17 o art. 22 del Reg. UE 651/2014
Dotazione 6.142.311,99 euro impegnati con il Decreto 391/2026; domande accolte fino a 11.407.609,66 euro lordi a regime
Sportello Dalle ore 11:00 del 09/09/2026 fino a esaurimento risorse, esame in ordine cronologico di caricamento
Istruttoria Il Gestore comunica concessione o diniego entro 60 giorni dal caricamento della domanda da parte del Confidi
Domande per impresa Una sola domanda di agevolazione per destinatario finale

Cos’è il Fondo Nuovo Credito e come funziona la riassicurazione di Credito Futuro Marche

Credito Futuro Marche è il fondo di partecipazione con cui la Regione attua gli strumenti finanziari del PR FESR 2021-2027 sul credito alle imprese. L’accordo quadro è stato sottoscritto il 19 settembre 2023 (Rep. int. n. 2793, CUP B39I23000190007, CIG A062253032). La sezione Investimenti e Liquidità 2026 nasce con la DGR n. 917 del 20 luglio 2026, che ne approva i criteri applicativi, e con il Decreto IACR n. 391 del 3 agosto 2026, che approva lo schema del contratto attuativo (CIG BC7F0535A1, sottoscritto il 4 agosto 2026, durata 48 mesi) e impegna 6.142.311,99 euro per le imprese e 250.030,07 euro di commissioni sul bilancio regionale 2026/2028, annualità 2026. Il regolamento attuativo è l’allegato B del contratto, ritoccato dal Decreto n. 396 del 6 agosto 2026 (fatture emesse e pagate dopo la concessione del Confidi) e dal Decreto n. 405 del 24 agosto 2026, che ha spostato l’apertura dalle ore 11:00 del 1° settembre alle ore 11:00 del 9 settembre 2026. Le FAQ pubblicate dal gestore sono parte integrante del regolamento (art. 9).

Il gestore è l’RTI Credito Futuro Marche, formato da Uni.co. (mandataria), BNL e Confidicoop Marche. Fider non è il gestore: è uno dei Confidi convenzionati, insieme a Confidicoop Marche e Uni.co. dal 24 agosto 2026, Confidi Macerata dal 28 agosto e Cosvim dal 31 agosto, secondo l’elenco pubblicato sulla pagina della misura del gestore. Il suo nome compare nel titolo della scheda del catalogo incentivi.gov.it solo perché quella scheda corrisponde alla registrazione nel Registro Nazionale Aiuti riferita a quel Confidi (COD RNA 8619); esistono schede gemelle per Uni.co. (8620) e Confidi Macerata (8621), con lo stesso codice CAR 28174. La misura è una sola.

La forma di aiuto è mista (art. 2 del regolamento). C’è una riassicurazione gratuita che la Regione, tramite il Gestore, presta al Confidi: copre l’80% della garanzia del Confidi, che a sua volta copre fino all’80% del prestito. La riassicurazione non viene erogata all’impresa: il Gestore la accantona per onorare la copertura dovuta al Confidi se la garanzia viene escussa. Il vantaggio per l’impresa è indiretto: il Confidi non paga il premio di riassicurazione e deve trasferire il risparmio riducendo il costo della garanzia. E ci sono tre contributi a fondo perduto, liquidati all’impresa in unica soluzione a progetto realizzato e rendicontato: il 10% dell’investimento fino a 10.000 euro; gli interessi attualizzati di un piano di ammortamento al 2,5% fino a 7.000 euro (in pratica una riduzione del TAN di 2,5 punti, o del TAN intero se è più basso); i costi della garanzia fino a 4.000 euro (commissione fissata allo 0,60% annuo sulla garanzia nominale più gli altri oneri, escluse quote sociali e cauzioni). Il prestito bancario resta da restituire.

Consiglio operativo. Il prestito sottostante deve stare tra 36.000 e 190.000 euro, durare da 36 a 96 mesi (preammortamento massimo 12) ed essere superiore al contributo a fondo perduto. Il minimo di 36.000 euro si misura al netto delle altre agevolazioni sullo stesso progetto: se un incentivo statale porta il finanziamento richiedibile sotto quella soglia, l’operazione non è ammissibile (FAQ 12 del gestore). Prima di dimensionare il progetto, sottrai gli altri aiuti e verifica che il prestito residuo resti sopra i 36.000.

Chi può accedere: requisiti per imprese e autonomi delle Marche

Requisiti dimensionali

Accedono le micro, piccole e medie imprese secondo l’Allegato I del Regolamento (UE) 651/2014 e i lavoratori autonomi con partita IVA individuale, anche non iscritti a un albo professionale, purché rispettino la definizione di impresa dello stesso Allegato I. Restano fuori gli studi associati, le associazioni (organizzazioni senza scopo economico) e le grandi imprese. È un perimetro più largo di quello che i portali di bandi riportano: i professionisti con partita IVA qui rientrano.

Requisiti territoriali: sede operativa, non sede legale

La misura richiede di essere attivi e di avere una sede operativa nelle Marche, dove va realizzato il progetto. Chi non ce l’ha al momento della domanda può impegnarsi ad aprirla: il regolamento (art. 5) fissa il termine alla realizzazione del progetto, il modello di domanda lo anticipa all’approvazione da parte del Comitato del Gestore, quindi conviene ragionare sul termine più stretto. La sola sede legale non basta, e l’investimento sulla sede legale è ammesso solo se lì si svolge davvero l’attività con personale dedicato: la sede legale che coincide con la residenza di una persona fisica o con lo studio del commercialista non è agevolabile (art. 6). Per gli autonomi non iscritti al Registro delle imprese conta il domicilio fiscale nelle Marche.

Requisiti settoriali: le tre esclusioni

Il regolamento (art. 5) esclude tre comparti: fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco; produzione primaria di prodotti della pesca e dell’acquacoltura; produzione primaria di prodotti agricoli (per trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e ittici la risposta dipende dal regime di aiuto scelto). Il codice ATECO, primario o secondario, deve essere coerente con il progetto. Le esclusioni sono queste (carbone e trasporto su strada non ci sono) e il resto rientra.

Attenzione. Un bene usato anche per un’attività esclusa non è ammissibile. Il gestore lo ha chiarito nella FAQ 6 sul caso di un bar con rivendita di tabacchi: le casse automatiche servirebbero a entrambe le attività, quindi restano fuori anche se imputate al codice ATECO del bar. Con un’attività mista (tabacco, produzione primaria agricola, pesca e acquacoltura) l’investimento deve riguardare beni che l’attività esclusa non può usare.

Gli altri requisiti che bloccano la domanda

  • non essere impresa in difficoltà secondo l’art. 2, paragrafo 18, del Regolamento (UE) 651/2014: chi cerca liquidità per uscire da una crisi non rientra;
  • DURC regolare (il documento unico di regolarità contributiva) sia alla presentazione della domanda al Confidi sia alla liquidazione del contributo (art. 5): un DURC irregolare a fine progetto blocca il pagamento di quello che è stato concesso;
  • polizza catastrofale in corso di validità, dove dovuta (art. 1, comma 101, della legge 213/2023), alla domanda e all’erogazione;
  • nessuna causa ostativa antimafia e nessuna procedura concorsuale in corso, con l’eccezione del concordato in continuità (art. 5);
  • una sola domanda per destinatario finale (art. 6).

Quanto si ottiene: i tre contributi, la riassicurazione e il “fino a 32.000 euro” spiegato

Parametro Valore
Progetto ammissibile da 40.000 a 200.000 euro (almeno 60% investimenti, al massimo 40% circolante)
Prestito bancario da 36.000 a 190.000 euro, da 36 a 96 mesi
Riassicurazione 80% della garanzia Confidi (max 80% del prestito), gratuita
Fondo perduto sull’investimento 10% del progetto, max 10.000 euro
Contributo interessi riduzione del TAN di 2,5 punti, max 7.000 euro
Contributo costi garanzia 100% della commissione (0,60% annuo) e altri oneri, max 4.000 euro
Dotazione 6.142.311,99 euro impegnati, fino a 11.407.609,66 a regime

Il “fino a 32.000 euro” del catalogo incentivi.gov.it è l’aiuto complessivo espresso in equivalente sovvenzione lordo (ESL, il valore in denaro che le regole sugli aiuti di Stato attribuiscono a un aiuto che non è un bonifico): 21.000 euro di contributi in denaro più il valore della riassicurazione, circa 11.000 euro nel caso massimo, calcolato con il metodo nazionale per le garanzie alle PMI (decisione della Commissione N 182/2010). Non è un importo garantito né un importo erogato. È però il numero che conta per il plafond de minimis, perché è quello che il Gestore comunica all’impresa con la concessione (art. 11) e che viene registrato nel Registro Nazionale Aiuti.

Esempio di calcolo su tre scenari

Abbiamo ricalcolato tre casi sul file ufficiale di calcolo dell’ESL pubblicato dal gestore (versione 18/08/2026), con le stesse ipotesi: prestito a 96 mesi di cui 12 di preammortamento, garanzia Confidi all’80%, nessun altro contributo sul progetto, tasso di riferimento 2,21% più margine di 1 punto, fattore di rischio 1,17%. Importi in euro.

Voce Progetto 40.000 (prestito 36.000) Progetto 100.000 (prestito 90.000) Progetto 200.000 (prestito 190.000)
Fondo perduto sull’investimento (10%, max 10.000) 4.000,00 10.000,00 10.000,00
Contributo interessi (max 7.000) 3.827,15 7.000,00 7.000,00
Contributo costi garanzia (max 4.000) 1.382,40 3.456,00 4.000,00
Totale contributi in denaro 9.209,55 20.456,00 21.000,00
ESL della riassicurazione 2.087,12 5.217,81 11.015,37
Aiuto totale in ESL (conta per il de minimis) 11.296,67 25.673,81 32.015,37

Tre cose che la tabella dice e il decreto no: il tetto dei 7.000 euro sugli interessi scatta già con prestiti intorno ai 90.000 euro a 96 mesi, e sopra quella soglia l’incentivo per ogni euro di debito in più si assottiglia; il contributo sui costi di garanzia tocca i 4.000 euro solo con i prestiti più alti (a 90.000 euro vale 3.456). E l’ESL della riassicurazione cresce con il prestito e con la durata, quindi un’operazione da 190.000 euro consuma circa 11.000 euro di plafond de minimis senza che un euro entri in cassa: per chi ha già ricevuto altri aiuti in de minimis negli ultimi tre anni è il numero da guardare prima di firmare.

Quota investimenti (almeno il 60%)

Acquisto, costruzione, ampliamento e ammodernamento delle strutture operative; macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica; software, brevetti e servizi; partecipazione a fiere; automezzi nuovi a basse emissioni per il trasporto di merci. Fatture emesse e pagate dopo la concessione del Confidi.

Quota circolante (al massimo il 40%)

Scorte e altre esigenze di liquidità, anche non legate all’investimento, da documentare con i dati consuntivi (dichiarazione dei redditi per i forfettari). Non esiste un’operazione di sola liquidità e le imprese in difficoltà sono escluse.

Spese ammissibili ed escluse: cosa passa e cosa no

Vincolo 60/40 a parte, il regolamento (art. 6) e le FAQ del gestore hanno già preso posizione su una serie di voci concrete: la tabella le raccoglie, con la condizione che decide l’esito.

Spesa Esito Condizione o fonte
Strutture operative (acquisto, costruzione, ampliamento, ammodernamento) Ammessa Nella sede operativa marchigiana; sulla sede legale solo se lì si svolge davvero l’attività (art. 6)
Macchinari, attrezzature, software, brevetti, servizi Ammessa Nuovi di fabbrica (art. 6)
Partecipazione a fiere e manifestazioni Ammessa Va nella quota investimenti solo se iscritta nel libro cespiti, altrimenti è circolante (FAQ 16)
Automezzi per il trasporto di merci Ammessa Nuovi, a basse emissioni, uso professionale, entro i limiti di CO2 della FAQ 19; esclusi i veicoli per il solo trasporto di persone, salvo taxi e autoscuole (FAQ 2), e quelli per il trasporto di combustibili fossili (FAQ 19)
IVA Ammessa Eccezione prevista per lo strumento (art. 6)
Immobili in locazione o in comodato Ammessa Spese contabilizzate come investimento e vincolo di stabilità (art. 6); il comodato va registrato e il comodatario rinuncia per iscritto al rimborso delle spese straordinarie (FAQ 5)
Riscatto o canoni di leasing Esclusa Il bene non è nuovo di fabbrica e i 12 mesi di realizzazione non sono garantiti (FAQ 1)
Beni destinati al noleggio Esclusa Art. 6
Fotovoltaico oltre l’autoconsumo o fuori dagli edifici aziendali Esclusa Art. 6; serve la prova documentale che il fabbisogno annuo supera la produzione stimata (FAQ 11)
Fatture da imprese collegate, soci, amministratori, coniugi, parenti e affini entro il terzo grado Esclusa FAQ 15
Immobili da rivendere o dati in locazione a terzi Esclusa Ammesso solo l’immobile in cui l’impresa svolge la propria attività (FAQ 9 e 17)

Consiglio operativo. In de minimis puoi agevolare la parte di investimento non ancora fatturata e pagata alla data di concessione del Confidi, anche se sull’ordine hai già versato un acconto (FAQ 3). Se invece chiedi l’esenzione con l’art. 17 o l’art. 22 del Reg. UE 651/2014, vale l’effetto incentivante: l’ordine, e non solo la fattura, deve essere successivo alla domanda. Chi ha già firmato un contratto con il fornitore ha una sola strada, il de minimis, e solo per la quota non ancora pagata.

Come presentare domanda: la sequenza reale, dalla banca al Confidi alla piattaforma

La procedura è rovesciata rispetto a quello che ci si aspetta da un bando regionale: non si parte da un portale della Regione, si parte dalla banca e dal Confidi, e la domanda al Fondo arriva dopo che il prestito è già stato deliberato (artt. 9, 10, 11 e 12 del regolamento).

  1. Verifica i requisiti e il plafond: dimensione, sede operativa (o impegno ad aprirla), ATECO fuori dalle tre esclusioni, DURC, polizza catastrofale, de minimis residuo dell’impresa unica.
  2. Scegli un Confidi convenzionato e la banca: il prestito va richiesto dopo le ore 11:00 del 9 settembre 2026 (FAQ 20: anche una richiesta e una delibera datate 9 settembre, dopo le 11:00, vanno bene) e deve essere deliberato sia dalla banca sia dal Confidi. La banca può essere qualsiasi: non esiste un elenco di banche convenzionate, il convenzionamento riguarda solo i Confidi (art. 8).
  3. Firma la domanda (Allegato 1, marca da bollo da 16 euro) con data non anteriore al 9 settembre 2026 e consegnala al Confidi con i preventivi per la quota investimenti, i dati consuntivi per il circolante (dichiarazione dei redditi per i forfettari), DURC, polizza catastrofale, dichiarazione de minimis e dichiarazione DNSH (il principio ambientale dei fondi europei).
  4. Il Confidi istruisce e carica: valuta progetto e merito creditizio, esegue i controlli antiriciclaggio e, se la documentazione è completa, carica la domanda su app.creditofuturomarche.it. La piattaforma assegna un numero di protocollo e la posizione in graduatoria cronologica: la data che conta è quella del caricamento, non quella della firma.
  5. La banca eroga il prestito sulla base della propria delibera e della garanzia del Confidi; il Confidi fa un secondo caricamento con i dati dell’erogazione, e il Gestore prende in esame solo le domande per cui quei dati sono stati caricati (art. 10).
  6. Il Gestore decide entro 60 giorni dal caricamento della domanda, seguendo l’ordine dei protocolli, e comunica ai Confidi concessione o diniego; all’impresa arriva la comunicazione con l’importo dell’ESL, l’indicazione del regime di aiuto e i casi in cui l’importo può essere chiesto indietro (art. 11).
  7. Realizzi il progetto entro 12 mesi dalla comunicazione di concessione, con fatture emesse e pagate dopo la concessione del Confidi e il CUP B39I23000190007 (il codice unico di progetto) in ogni fattura; rendiconti al Confidi entro 60 giorni dall’ultimo pagamento; i tre contributi vengono liquidati in unica soluzione (art. 12).

Consiglio operativo. La posizione in graduatoria la decide la data di caricamento, e quella dipende dalla delibera di banca e Confidi, che il regolamento non fissa: porta al Confidi un fascicolo completo (preventivi, bilanci, centrale rischi, DURC, polizza) prima ancora di chiedere il prestito, così non perdi posizioni aspettando le integrazioni.

Cosa valuta il Confidi e perché una domanda viene respinta

L’istruttoria del Confidi (art. 9) accerta dieci punti: forme e tempi della domanda, completezza dei documenti, requisiti soggettivi, tipologia e localizzazione dell’investimento, cronoprogramma compatibile con i 12 mesi, capacità amministrativa, finanziaria e operativa, rispetto della normativa (sostenibilità ambientale compresa), soglie di garanzia e importi, coerenza con gli obiettivi del programma, valutazione tecnico-economica. Il merito creditizio si valuta su bilanci e centrale rischi. Se mancano documenti l’impresa può integrare; se non integra, la pratica si chiude lì e non arriva nemmeno al Gestore. Il Gestore, a sua volta, respinge d’ufficio (art. 16) le richieste non presentate tramite piattaforma, quelle senza le integrazioni richieste nei termini, quelle riferite a operazioni che hanno già altri aiuti di Stato in forma di garanzia o controgaranzia incompatibili, quelle di soggetti senza i requisiti dell’art. 5 alla data della domanda e quelle basate su dichiarazioni mendaci o reticenti.

Scadenze: apertura certa, chiusura a esaurimento

Data Evento
20 luglio 2026 DGR n. 917: criteri applicativi della sezione Investimenti e Liquidità 2026
24 agosto 2026 Decreto n. 405: apertura spostata dal 1° al 9 settembre; primi tre Confidi convenzionati
9 settembre 2026, ore 11:00 Apertura sportello: da qui si firmano le domande e si richiedono i prestiti
Esaurimento risorse Chiusura sportello con decreto regionale (termine indicativo del gestore: 31/12/2029)

Non c’è una scadenza fissata dal regolamento: la Regione chiude lo sportello con decreto al raggiungimento del plafond (art. 10). Le tre date che circolano sono tre cose diverse: il 31 dicembre 2029 è il termine indicato sul portale del gestore, il 4 agosto 2030 della pagina della Regione coincide con i 48 mesi del contratto attuativo, il 9 settembre 2030 è la data inserita nel catalogo incentivi.gov.it. Nessuna delle tre sta nel regolamento.

Attenzione. Il numero da tenere d’occhio non è la data, è il contatore del gestore: dotazione 11.407.609,66 euro, domande presentate 506.189,31 euro e fondi residui 10.901.420,35 euro all’11 settembre 2026. Il contatore corre sulla dotazione a regime, ma le risorse davvero impegnate oggi sono 6.142.311,99 euro netti: la differenza dipende da una legge regionale e dal trasferimento della Camera di Commercio delle Marche (1.999.186,76 euro lordi).

Dopo la concessione: termini, rendicontazione, vincoli e revoche

  • Realizzazione entro 12 mesi dalla comunicazione di concessione del Gestore (art. 6 e 12); una sola proroga, massimo 3 mesi, da chiedere tramite il Confidi almeno 30 giorni prima della scadenza (art. 13.4).
  • Fatture emesse e pagate dopo la concessione del Confidi (Decreto 396/2026); in esenzione GBER l’ordine deve essere successivo alla domanda; pagamenti solo tracciabili su conti correnti dedicati, con il CUP B39I23000190007 e il riferimento al progetto in ogni titolo di spesa (art. 12).
  • Rendicontazione entro 60 giorni dall’ultimo pagamento: relazione finale, riepilogo dell’investimento, fatture e quietanze, estratti conto, polizza catastrofale, modello DNSH, prova dell’iscrizione dei beni ammortizzabili nel libro cespiti (art. 12).
  • Varianti entro il 10% del progetto: il fondo perduto si ricalcola sulla spesa realizzata; sopra il 10% senza investimenti sostitutivi scatta la revoca integrale (art. 13.2).
  • Stabilità per 3 anni dal pagamento finale: niente cessazione o trasferimento dell’attività fuori regione, cambi di proprietà con vantaggio indebito o modifiche sostanziali (art. 14); poster A3 o display con il sostegno dell’Unione in luogo visibile; conservazione dei documenti per 5 anni.
  • Revoca (art. 13.7 e 16): termini non rispettati, spesa ridotta oltre i limiti, dichiarazioni false, mancata localizzazione nelle Marche, progetto difforme, mancata rendicontazione. Si restituiscono i contributi erogati con gli interessi legali più l’ESL della riassicurazione. L’estinzione anticipata del prestito fa decadere, da sola, il contributo in conto interessi.

Regime di aiuto e cumulabilità: de minimis, opzione GBER e verifica sul Registro Nazionale Aiuti

Il regime di default è il de minimis del Regolamento (UE) 2023/2831: 300.000 euro nell’arco di tre anni, su base mobile, per l’impresa unica, e in quel tetto entra l’intero ESL della misura, riassicurazione compresa, calcolato con il metodo nazionale N 182/2010 approvato dalla Commissione con la decisione C(2010) 4505. Su richiesta dell’impresa, in alternativa, l’aiuto può essere concesso in esenzione ai sensi dell’art. 17 (aiuti agli investimenti delle PMI) o dell’art. 22 (imprese in fase di avviamento) del Regolamento (UE) 651/2014, il regolamento generale di esenzione per categoria (GBER): conviene a chi ha il plafond de minimis quasi pieno, ma impone l’effetto incentivante, cioè nessun ordine né acconto prima della domanda (FAQ 3). Le regole di cumulo dell’art. 7:

  • l’aiuto è cumulabile con altri aiuti di Stato sugli stessi costi purché non si superino le intensità o gli importi massimi del regolamento di esenzione applicabile;
  • se la concessione in de minimis fa sforare i 300.000 euro, il Gestore taglia prima il fondo perduto sull’investimento, poi il contributo interessi e oneri, e solo se non basta revoca l’intera agevolazione;
  • la stessa spesa non può essere coperta due volte da fondi europei diversi (divieto di doppio finanziamento);
  • il prestito garantito non può servire a rimborsarne uno non garantito, né essere prestato su un’obbligazione già esistente tra banca e impresa;
  • la Nuova Sabatini e le misure fiscali sono compatibili se le loro discipline consentono lo stesso trattamento (FAQ 8): la verifica va fatta sui due fronti, non su uno solo;
  • sono improcedibili (art. 16) le richieste di riassicurazione se la stessa operazione ha già altri aiuti di Stato in forma di garanzia o controgaranzia incompatibili: prima di chiedere un’altra garanzia pubblica sullo stesso prestito va verificata la compatibilità, perché il rigetto scatta d’ufficio.

La verifica pratica, prima di firmare la domanda: visura degli aiuti de minimis dell’impresa unica sul Registro Nazionale degli Aiuti, somma degli ESL concessi negli ultimi tre anni e confronto con l’ESL stimato dal file di calcolo del gestore. Per il metodo di calcolo del plafond rimandiamo alla nostra guida al de minimis 2026 con il calcolo del plafond di 300.000 euro, e per la scelta tra i due regimi al confronto tra GBER e de minimis, con soglie e differenze. Chi vuole abbinare la Sabatini trova nella guida alla Nuova Sabatini 2026 il calcolo del contributo su 100.000 euro di beni.

Contabilità e fisco dei tre contributi: cosa dice il regolamento e cosa tace

Il regolamento non dice nulla sul trattamento fiscale dei contributi, e non lo dice nemmeno la DGR: è un vuoto da colmare con il commercialista prima della rendicontazione, non dopo. Quello che gli atti fissano è la natura di ciascuna voce, ed è da lì che parte la qualificazione contabile: il 10% sull’investimento è legato a beni che devono risultare nel libro cespiti (art. 12), i contributi su interessi e costi di garanzia coprono oneri finanziari del prestito, e tutti e tre arrivano in unica soluzione dopo la rendicontazione, quindi in un esercizio che può essere diverso da quello in cui le spese sono state sostenute. La riassicurazione non è un ricavo e non genera alcun incasso: il suo ESL conta solo ai fini degli aiuti di Stato. Gli atti impongono anche una contabilità separata o una codificazione contabile che isoli le transazioni del progetto, la fatturazione dedicata dove possibile e il CUP nell’oggetto della fattura elettronica (art. 14). Per le fiere il gestore ha chiarito che la spesa è “investimento” solo se iscritta nel libro cespiti, altrimenti è circolante (FAQ 16): la scelta contabile decide anche il rispetto del vincolo 60/40, e in sede di rendicontazione il Confidi consulta il libro cespiti. Meglio fissare queste scelte con chi tiene la contabilità prima di consegnare la domanda, non a fine progetto.

Alternative e misure da affiancare

Se il progetto è sotto i 40.000 euro, se ti serve solo liquidità o se l’impresa è in difficoltà, questa misura non fa per te. Sul territorio marchigiano abbiamo analizzato due misure a fondo perduto con un altro taglio: Start&Innova Giovani Marche 2026, fino a 40.000 euro a fondo perduto per le startup innovative under 36 e Marche Giovani 2026, fino a 50.000 euro per assumere laureati under 36, che coprono costi diversi (avvio e assunzioni); se concesse in de minimis, contano nello stesso plafond. Fuori regione, tre strumenti che abbiamo analizzato con la stessa logica: Avviso Impatto Molise 2026, prestiti a tasso zero fino a 300.000 euro per le PMI; Fondo Capitale di Rischio Liguria 2026, 10 milioni in equity per le PMI; Sviluppo Competenze Mezzogiorno 2026, fondo perduto al 50% fino a 42.000 euro. Per una vista d’insieme con le scadenze del mese c’è la nostra rassegna dei bandi a fondo perduto aperti in questo momento.

Errori comuni da evitare

  1. Leggere “32.000 euro” come una garanzia o come un bonifico: in denaro arrivano al massimo 21.000 euro, dopo la rendicontazione; il resto è il valore convenzionale della riassicurazione, che però consuma plafond de minimis.
  2. Chiedere il prestito prima delle ore 11:00 del 9 settembre 2026: la richiesta alla banca e la firma della domanda devono essere successive all’apertura, altrimenti l’operazione è fuori (art. 2 e FAQ 20).
  3. Saltare il Confidi: la riassicurazione opera solo sulle garanzie dei Confidi convenzionati con il Gestore; la banca può essere qualsiasi, ma il prestito va richiesto dopo l’apertura dello sportello e deliberato da entrambi prima della domanda.
  4. Pagare o farsi fatturare prima della concessione del Confidi: quelle fatture escono dal progetto; con l’opzione GBER esce anche l’ordine firmato prima della domanda.
  5. Costruire un progetto di sola liquidità o con il circolante sopra il 40%: il vincolo 60/40 è di ammissibilità, non di preferenza.
  6. Presentare più domande, oppure una domanda con progetto sotto i 40.000 euro o prestito sotto i 36.000 al netto degli altri aiuti: sono cause di esclusione secca (art. 6, FAQ 12).
  7. Estinguere il prestito in anticipo pensando di risparmiare interessi: si perde il contributo in conto interessi (art. 13.7).

Domande frequenti sul Fondo Nuovo Credito Marche 2026

Cos’è il Fondo Nuovo Credito, Sezione Investimenti e Liquidità 2026?

È una riassicurazione regionale gratuita sulle garanzie dei Confidi, abbinata a un contributo a fondo perduto sull’investimento, a un contributo in conto interessi e a un contributo sui costi della garanzia, gestita dall’RTI Credito Futuro Marche per conto della Regione.

Quanto si ottiene davvero, e cosa sono i 32.000 euro del catalogo?

La riassicurazione copre l’80% della garanzia del Confidi, che a sua volta copre fino all’80% di un prestito massimo di 190.000 euro (esposizione riassicurata fino a 121.600 euro). I contributi in denaro arrivano a 21.000 euro; l’aiuto totale in ESL, che comprende il valore della riassicurazione, a circa 32.000 euro nel caso massimo.

Chi può presentare domanda?

Micro, piccole e medie imprese e lavoratori autonomi con partita IVA individuale, attivi, con sede operativa nelle Marche, non in difficoltà, con DURC regolare e polizza catastrofale ove dovuta; esclusi tabacco, agricoltura primaria, pesca e acquacoltura primaria.

Cos’è Fider e che ruolo ha?

Fider S.C. è un Confidi vigilato, convenzionato dal 24 agosto 2026 insieme a Confidicoop Marche e Uni.co. (poi Confidi Macerata e Cosvim). I Confidi convenzionati raccolgono la domanda, deliberano la garanzia, la caricano in piattaforma e girano all’impresa i contributi; il gestore è l’RTI Credito Futuro Marche.

Serve una banca convenzionata?

No. Il convenzionamento riguarda solo i Confidi (art. 8). Il prestito può essere deliberato da qualsiasi banca, purché richiesto dopo l’apertura dello sportello e assistito dalla garanzia di un Confidi convenzionato.

Qual è il regime di aiuto e la misura è cumulabile con altri incentivi?

Il regime è il de minimis (Reg. UE 2023/2831, 300.000 euro nell’arco di tre anni per l’impresa unica), con opzione per gli artt. 17 e 22 del Reg. UE 651/2014; il cumulo è ammesso entro le intensità massime e senza doppio finanziamento (art. 7 del regolamento). Con la Nuova Sabatini è compatibile se anche la disciplina Sabatini lo consente.

Quanto tempo richiede l’istruttoria?

Il Gestore comunica la concessione o il diniego entro 60 giorni dal caricamento della domanda in piattaforma da parte del Confidi (art. 11). I tempi di delibera della banca e del Confidi, che precedono il caricamento, non sono fissati dal regolamento.

Posso presentare più domande?

No: ciascun destinatario finale può presentare una sola domanda di agevolazione (art. 6).

Quando arrivano i soldi?

Il prestito lo eroga la banca dopo la delibera. I tre contributi vengono liquidati in unica soluzione a progetto realizzato, rendicontato al Confidi entro 60 giorni dall’ultimo pagamento e verificato: il contributo sull’investimento dal Gestore, anche tramite il Confidi; quelli su interessi e costi di garanzia tramite il Confidi.

Devo restituire qualcosa?

Il prestito bancario sì, alla banca, secondo il piano concordato. I contributi no, salvo revoca: in quel caso si restituiscono i contributi erogati con gli interessi legali più l’ESL della riassicurazione (art. 13.7 e 16). Il contributo in conto interessi decade anche se estingui il prestito in anticipo.

I contributi sono tassati e come si contabilizzano?

Il regolamento e la DGR non trattano il tema. Gli atti fissano solo la natura delle voci: il 10% è legato a beni da iscrivere nel libro cespiti, gli altri due coprono oneri finanziari, e la liquidazione arriva in unica soluzione dopo la rendicontazione. La qualificazione fiscale e la competenza vanno definite con il commercialista prima della domanda, con contabilità separata o codificazione dedicata delle transazioni del progetto (art. 14).

Fino a quando è aperto lo sportello e cosa succede se il budget si esaurisce?

Dalle ore 11:00 del 9 settembre 2026 fino a esaurimento delle risorse: la Regione adotta il decreto di chiusura al raggiungimento del plafond (art. 10). Il portale del gestore indica come termine il 31 dicembre 2029, la pagina della Regione il 4 agosto 2030, il catalogo incentivi.gov.it il 9 settembre 2030: fa fede il decreto di chiusura. L’incremento della dotazione da 6.142.311,99 a 11.407.609,66 euro dipende da una legge regionale e dal trasferimento della Camera di Commercio.

Dove trovo i moduli e la documentazione?

Sulla pagina del bando della Regione Marche (bando 28598), con regolamento attuativo, decreti, Allegato 1 di domanda e schema di convenzione dei Confidi, e sulla piattaforma del gestore www.creditofuturomarche.it (regolamento, domanda, tracciato, file di calcolo ESL, FAQ, elenco dei Confidi convenzionati). La domanda si consegna al Confidi, che la carica su app.creditofuturomarche.it.

Qual è il riferimento normativo della misura?

Accordo quadro Credito Futuro Marche del 19 settembre 2023 (Rep. int. n. 2793, CUP B39I23000190007, CIG A062253032); DGR n. 917 del 20 luglio 2026; Decreto IACR n. 391 del 3 agosto 2026 con contratto attuativo (CIG BC7F0535A1, sottoscritto il 4 agosto 2026) e regolamento attuativo; Decreto n. 396 del 6 agosto 2026; Decreto n. 405 del 24 agosto 2026. Nessuna pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; i decreti dichiarano la pubblicazione sul BUR Marche, di cui non abbiamo trovato numero e data nelle pagine consultate.

Come procedere: i prossimi passi

  1. Verifica di rientrare come PMI o come lavoratore autonomo con partita IVA individuale e di avere, o poter aprire, una sede operativa nelle Marche.
  2. Controlla che il tuo ATECO non rientri nelle tre esclusioni dell’art. 5 e scegli un Confidi convenzionato.
  3. Costruisci il progetto: almeno 40.000 euro, almeno il 60% di investimenti con preventivi, circolante documentato dai consuntivi, prestito tra 36.000 e 190.000 euro al netto degli altri aiuti.
  4. Ricostruisci gli aiuti de minimis già ricevuti dalla sezione Trasparenza del Registro Nazionale degli Aiuti e simula l’ESL con il file di calcolo del gestore; decidi se restare in de minimis o chiedere l’esenzione.
  5. Scarica regolamento, Allegato 1 e FAQ dalla pagina della Regione Marche (bandi attivi), chiedi il prestito dopo le ore 11:00 del 9 settembre 2026 e consegna la domanda firmata al Confidi con il fascicolo completo.

Vuoi sapere se il tuo progetto regge il vincolo 60/40 e quanto plafond de minimis consuma? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per una valutazione dedicata.

Fonti: DGR Marche n. 917 del 20/07/2026; Decreto IACR n. 391 del 03/08/2026 e Regolamento attuativo FNC-INV-LIQ2026; Decreto IACR n. 396 del 06/08/2026; Decreto IACR n. 405 del 24/08/2026; pagina della misura su www.creditofuturomarche.it (FAQ aggiornate al 09/09/2026, contatore letto l’11/09/2026); scheda di indice sul catalogo incentivi.gov.it, aggiornata al 02/09/2026.


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