Roma, 9 settembre – La CISL FP continua a portare nelle sedi parlamentari le rivendicazioni delle donne e degli uomini della sanità privata e sociosanitaria accreditata. Tra le proposte emendative presentate nell’ambito dell’esame del disegno di legge AC 3083, di conversione del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, figurano due interventi che puntano direttamente a rafforzare il diritto al rinnovo dei contratti nazionali, la tutela salariale e il legame tra risorse pubbliche, accreditamenti e rispetto dei diritti del lavoro.
Più risorse pubbliche devono significare rinnovo dei contratti
Il primo emendamento interviene sul tema delle risorse destinate alle strutture sanitarie private accreditate. La proposta della CISL FP prevede che le maggiori risorse derivanti dagli incrementi tariffari siano destinate prioritariamente alla copertura degli oneri derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
L’obiettivo è chiaro: se aumentano le risorse pubbliche riconosciute alle strutture accreditate, una parte prioritaria di quelle risorse deve essere utilizzata per sostenere il rinnovo dei CCNL e gli incrementi economici del personale che materialmente garantisce l’erogazione delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie.
Non è più accettabile che al rafforzamento del finanziamento pubblico delle strutture private non corrisponda un analogo investimento sulle lavoratrici e sui lavoratori.
Accreditamento e rispetto dei CCNL devono andare insieme
La proposta interviene anche su un punto che la CISL FP considera decisivo: il rapporto tra accreditamento istituzionale e rispetto della contrattazione collettiva.
Per la CISL FP, l’applicazione ai propri dipendenti dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative e il loro rinnovo nei tempi previsti devono diventare elementi essenziali sia per il riconoscimento degli incrementi tariffari sia nell’ambito delle regole che disciplinano il mantenimento dell’accreditamento.
Il principio è semplice: chi opera per conto e a carico del Servizio sanitario nazionale e riceve risorse pubbliche deve garantire pienamente i diritti contrattuali del personale.
Sanità privata: eliminare la disparità sull’indennità di vacanza contrattuale
Il secondo emendamento punta invece a cancellare la deroga introdotta per i soggetti che erogano prestazioni sanitarie e sociosanitarie per conto e a carico del Servizio sanitario nazionale.
La normativa attuale prevede, per la generalità dei lavoratori del settore privato, un meccanismo di tutela economica in caso di mancato rinnovo del contratto collettivo entro nove mesi dalla scadenza: un’anticipazione forfetaria pari al 50% della variazione dell’indicatore IPCA-NEI.
Per la sanità privata e sociosanitaria accreditata, invece, è stata introdotta una disciplina differenziata. Una scelta che la CISL FP ha contestato fin dall’inizio e che con l’emendamento presentato in Parlamento si chiede ora di eliminare.
La CISL FP: stessa tutela economica per tutte le lavoratrici e i lavoratori
L’obiettivo della proposta è ripristinare la parità di trattamento con gli altri settori produttivi e garantire anche alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità privata e sociosanitaria una tutela automatica quando il rinnovo del contratto nazionale tarda ad arrivare.
Non può essere proprio chi lavora ogni giorno nella cura, nell’assistenza e nella presa in carico delle persone a essere escluso da una garanzia economica prevista per gli altri lavoratori.
La CISL FP ritiene inoltre che una tutela di questo tipo possa rappresentare anche uno strumento utile per contrastare il fenomeno dei rinnovi contrattuali rinviati per anni, evitando che il costo dei ritardi negoziali venga scaricato esclusivamente sulle buste paga del personale.
Risorse pubbliche e qualità dell’assistenza: valorizzare chi lavora
Le due proposte emendative rispondono a un unico principio: la sostenibilità del sistema sanitario accreditato non può essere costruita comprimendo il costo del lavoro.
Il personale rappresenta una componente essenziale dell’erogazione dei servizi. Valorizzare il lavoro significa quindi anche tutelare la qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.
Per questo, secondo la CISL FP, ogni incremento delle risorse pubbliche destinate alle strutture private accreditate deve produrre effetti concreti anche sulle retribuzioni, sulle condizioni contrattuali e sui diritti delle professioniste e dei professionisti che garantiscono quotidianamente il funzionamento dei servizi.
La battaglia della CISL FP continua in Parlamento
Questi emendamenti rappresentano soltanto una parte dell’iniziativa che la CISL FP continuerà a portare avanti a tutela delle donne e degli uomini della sanità privata.
La linea è chiara: non ci fermeremo. In ogni veicolo legislativo utile continueremo a proporre norme e correttivi capaci di rafforzare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, sostenere il rinnovo dei contratti nazionali, contrastare le disparità di trattamento e legare in modo sempre più stringente l’utilizzo delle risorse pubbliche al rispetto del lavoro.
La battaglia per il rinnovo dei CCNL della sanità privata e sociosanitaria continuerà dentro e fuori le sedi istituzionali. Ogni occasione parlamentare sarà utilizzata per portare avanti le nostre proposte e trasformare le rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori in norme concrete.
Finché non saranno garantiti contratti rinnovati, salari adeguati e pari diritti, la mobilitazione e l’iniziativa della CISL FP non si fermeranno.
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