A Settimo Torinese c’è una stagione che non finisce mai. Non è l’estate. Non è quella dei saldi. È la stagione dei contributi.
Piove a settembre, piove a novembre, piove a Natale. Poi arriva gennaio e continua a piovere. Febbraio, marzo, maggio, luglio, agosto. Cambiano le associazioni, cambiano le motivazioni, ma non cambiano gli assessori che firmano in giunta. Una cosa resta uguale: alla fine c’è quasi sempre una determina, un impegno di spesa e, molto spesso, quel meraviglioso acconto del 60 per cento.
Abbiamo preso l’Albo pretorio, le determine, le delibere e l’elenco dei beneficiari e siamo andati indietro di 365 giorni: dal 9 settembre 2025 al 9 settembre 2026. Abbiamo tolto la Fondazione ECM, perché con i suoi milioni falserebbe completamente ogni statistica. Abbiamo eliminato gli appalti, gli affidamenti di servizi, i rimborsi, le quote associative, i trasferimenti ad altri enti pubblici, gli aiuti alle famiglie e i saldi pagati oggi per contributi decisi anni fa. Ogni contributo è stato contato una volta sola, per il suo valore complessivo, senza sommare di nuovo acconto e saldo.
Risultato? La ricostruzione prudenziale arriva a circa 220 mila euro.
E allora cominciamo dai pezzi grossi.
La Fondazione Comunità Solidale ETS compare due volte nel nostro periodo: 14 mila euro con determina del 9 settembre 2025 e altri 42.100 euro per il progetto 2026. Totale: 56.100 euro in dodici mesi. Il 9 settembre 2025 vengono registrati anche 2.500 euro alla Casa dei Popoli Onlus e 3.000 euro ad ACMOS. Poi c’è la Pro Loco: 37 mila euro nel 2026. Non bruscolini. Seguono CO.GE.HA., con 9.500 euro; il Banco delle Opere di Carità Piemonte ETS, con 5 mila euro; il Gruppo Alpini di Settimo, altri 5 mila; il Gruppo di Volontariato dell’Associazione Nazionale Carabinieri, 5 mila euro; gli Oratori di Settimo Torinese APS, 4.500 euro; le associazioni di Protezione Civile, complessivamente 4 mila. Ci sono poi OIPA Italia ODV, 2.037,50 euro; Forum Donne Settimo, 2 mila; Hope Running APS, 1.500; Amici di Via Montello APS, 1.400; Legambiente, 920 euro per “Puliamo il Mondo”; il Comitato territoriale FIPAV Torino, 500 euro; Olimpiatletica, 2.500 euro. A questi si aggiungono 7 mila euro complessivi per iniziative culturali e 7.500 euro per i progetti di sterilizzazione dei gatti delle colonie feline, dei quali ad agosto sono stati liquidati 4.500 euro, pari al 60 per cento.
Il secondo semestre 2026 vale da solo 32.550 euro. E qui almeno l’elenco è bello, chiaro e leggibile. A.S.D. Compagnia Arcieri Varian: 300 euro. A.S.D. Pro Eureka: 8 mila. Circolo Ricreativo Culturale Sportivo Richiardi A.S.D.: 3 mila. BC Settimo A.S.D.: mille. Borgata Paradiso e Cascina San Giorgio: 9.750 euro. Iniziative Culturali Settimesi: 500. Associazione Nazionale Bersaglieri “M.A. F. Balbo”: 500. Gruppo Alpini: altri 500. Famija Setimeisa: mille. Olmo dei Sogni ODV: mille. Il Margine: 500. ACMOS: 3 mila. Associazione La Quercia: mille. Casa dei Popoli: 2.500 euro. Quattordici beneficiari, un solo allegato, 32.550 euro.
Qualcuno avrà già tirato fuori la calcolatrice e avrà notato una cosa: alcuni nomi ritornano. Gli Alpini, per esempio, hanno i 5 mila euro della convenzione e altri 500 nel bando. ACMOS, 3 mila euro il 9 settembre 2025 e altri 3 mila nel bando 2026. Casa dei Popoli, 2.500 euro nel 2025 e altri 2.500 nel 2026. Non c’è nulla di irregolare in questo. Sono progetti diversi, annualità diverse, atti diversi. Ma se stiamo raccontando quanto denaro pubblico passa dal Comune all’associazionismo in dodici mesi, è difficile far finta di non vederlo.
E bisogna ancora tornare nell’autunno del 2025.
Ci sono 5.500 euro a Giustizia Climatica Ora!, 3 mila euro all’associazione ColoriQuadri per “Paraculissima – Tutta l’arte per tutti”, 2.580 euro al Treno della Memoria — 1.290 imputati al 2025 e 1.290 al 2026 —, 2 mila euro a Eureka Rugby Settimo, 1.500 euro all’U.S. Borgonuovo per la partecipazione al campionato di C2, 1.500 euro alla P.C.R.C.S. Onlus per i riconoscimenti al merito scolastico, mille euro al Mulino Sambuy ODV, 700 euro al Gruppo Spontaneo Mezzi Po, 500 euro alla UISP Comitato Ciriè-Settimo-Chivasso. E ancora un ulteriore pacchetto culturale da 1.100 euro a dicembre.
Ora, prima che parta il comunicato indignato, mettiamo una cosa in chiaro. Il problema non sono le associazioni.
Molte fanno un lavoro prezioso. Alcune tengono in piedi pezzi di città che senza volontariato semplicemente non esisterebbero. Gli Alpini fanno gli Alpini, la Protezione Civile fa la Protezione Civile, chi lavora con la disabilità merita rispetto, chi organizza sport, cultura, attività per ragazzi o solidarietà produce qualcosa che una comunità dovrebbe essere felice di avere. Nessuno sta dicendo che quei soldi siano buttati via solo perché finiscono a un’associazione.
La domanda è un’altra. Ed è politica.
Qual è il confine tra sostenere l’associazionismo e trasformare il contributo nel principale strumento di relazione tra il Comune e la città?
Perché a Settimo il contributo compare dappertutto. Per lo sport. Per la cultura. Per la solidarietà. Per la memoria. Per le feste. Per gli animali. Per i quartieri. Per i progetti interculturali. Per le borse di studio. Per gli eventi. Per i parchi. A volte attraverso un bando, a volte attraverso una convenzione, a volte con un contributo straordinario.
È il “Sistema Settimo” di cui la sindaca Elena Piastra si è fatta interprete nella sua forma più riconoscibile: prendere un problema, un’iniziativa, un pezzo di città, costruirgli intorno un progetto e metterci accanto una cifra. Non necessariamente una cifra enorme. Anzi. Spesso sono mille, duemila, cinquemila euro. Abbastanza per fare qualcosa. Abbastanza per poter dire che il Comune c’è. Abbastanza perché, messi tutti insieme, alla fine dell’anno diventino una montagna di soldi.
E qui torna irresistibilmente e ironicamente alla memoria una “dichiarazione” al vetriolo della sindaca Elena Piastra. Nell’agosto del 2025, spiegando perché il Comune non rendeva gratuita per una settimana la sosta a pagamento, ricordò che l’operazione sarebbe costata circa 5 mila euro e pose una questione di principio: è giusto che tutti i cittadini paghino per un servizio utilizzato soltanto da alcuni?
Domanda interessante.
Perché 5 mila euro, curiosamente, è una cifra che nell’Albo pretorio di Settimo ricorre con una certa familiarità: 5 mila al Banco delle Opere di Carità, 5 mila agli Alpini, 5 mila all’Associazione Nazionale Carabinieri. E sia chiaro: non significa che questi contributi non siano giusti. Significa semplicemente che la stessa domanda può essere fatta sempre. È giusto? Perché? Con quali priorità? Con quali risultati? E rispetto a quali altre cose che il Comune decide invece di non finanziare?
È esattamente questo il punto. Non stabilire se siano troppi 300 euro agli Arcieri Varian o troppo pochi 920 euro a Legambiente. Non mettere sul banco degli imputati chi prende un contributo dopo aver presentato un progetto e aver rispettato le regole.
Bisogna guardare il quadro intero.
In dodici mesi, Fondazione ECM esclusa, siamo attorno ai 220 mila euro di contributi diretti ricostruibili. E il conto è volutamente per difetto. Non comprende gli affidamenti di servizi alle stesse realtà associative, non comprende i benefici economici indiretti come l’utilizzo gratuito degli spazi, non comprende i contributi alle scuole paritarie, non comprende i vecchi saldi pagati nel periodo e non comprende le voci sulle quali non siamo riusciti ad attribuire con assoluta certezza una cifra.
A Settimo il problema non è che esistano i contributi. Esistono ovunque.
Il problema è capire se il Comune utilizzi i contributi per realizzare una politica oppure se, a forza di distribuire contributi, siano diventati loro stessi la politica.
Perché quando piove per dodici mesi consecutivi non è più un temporale. È il clima.
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