Il nuovo anno scolastico 2026/2027 si apre con un allarme lanciato dai sindacati della scuola: 2.174 posti di collaboratore scolastico in meno, proprio mentre il numero degli alunni con disabilità continua a crescere in modo costante. Una forbice che, secondo Cgil, Cisl e Uil, rischia di compromettere l’assistenza igienico-personale e il diritto allo studio di migliaia di studenti fragili.
Il taglio previsto per l’anno scolastico 2026/2027
Il provvedimento discende dal decreto interministeriale n. 211, adottato lo scorso novembre in attuazione della Legge di Bilancio 2025. La misura riduce in modo strutturale la dotazione organica dei collaboratori scolastici a livello nazionale, portando il totale del personale ATA a 194.303 posti complessivi.
Il taglio non è uniforme su tutto il sistema scolastico: a essere interessate sono le scuole secondarie di secondo grado, mentre restano esclusi gli istituti del primo ciclo, ovvero infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Licei, istituti tecnici e professionali sono dunque il fronte più esposto alla riduzione del personale.
Secondo i dati raccolti dalla FLC CGIL, la fotografia della dotazione organica negli ultimi anni mostra un andamento preoccupante:
- 2021/2022: 277.840 alunni con disabilità a fronte di 131.143 collaboratori scolastici;
- 2025/2026: una stima di circa 360.000 alunni con disabilità, ma con lo stesso numero di collaboratori fermo a 131.143 unità;
- 2026/2027: previsione di un crollo dell’organico a 128.969 unità, per effetto del taglio programmato di 2.174 posti.
In altre parole, mentre gli alunni con disabilità sono aumentati di oltre 80.000 unità in cinque anni, il personale destinato ad assisterli è rimasto sostanzialmente immutato prima di essere addirittura ridotto.
Perché il taglio preoccupa i sindacati
I collaboratori scolastici non svolgono solo mansioni di vigilanza, pulizia e accoglienza: sono anche la figura professionale incaricata, nella maggior parte degli istituti, dell’assistenza igienico-personale agli alunni con disabilità. È proprio su questo punto che si concentra la protesta sindacale.
La segretaria generale della FLC CGIL, Gianna Fracassi, ha scritto all’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità e all’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, segnalando le criticità nell’attuazione della Delibera n. 9 del 5 marzo 2026. Al centro della denuncia c’è quello che viene definito un vero e proprio paradosso normativo: da un lato la legge richiede di garantire pienamente l’assistenza agli alunni con disabilità, dall’altro mancano le figure professionali necessarie a svolgere questo compito nelle scuole.
Dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’informativa sugli organici ATA per il 2026/2027 è stata presentata ai sindacati il 15 maggio scorso. Per la FLC CGIL si tratta di un intervento definito ingiusto, che arriva in un momento in cui le scuole devono già gestire carichi di lavoro crescenti legati agli adempimenti del PNRR, al dimensionamento scolastico e all’aumento delle responsabilità organizzative.
Le conseguenze sul funzionamento delle scuole
Secondo i sindacati, la riduzione dei collaboratori scolastici non riguarda solo l’assistenza agli alunni con disabilità, ma investe l’intera organizzazione della vita scolastica quotidiana. Le principali ricadute segnalate riguardano:
- vigilanza e sicurezza: meno personale disponibile per controllare ingressi, corridoi e spazi comuni, soprattutto negli istituti articolati su più plessi;
- pulizia e igiene degli ambienti: carichi di lavoro più pesanti sul personale rimasto in servizio;
- accoglienza e supporto amministrativo: minore capacità di gestire le esigenze quotidiane di studenti e famiglie;
- assistenza materiale agli alunni con disabilità: il nodo più delicato, con il rischio concreto di lasciare scoperte le necessità di igiene personale e mobilità di molti studenti fragili;
- prospettive occupazionali per i precari: la riduzione dei posti incide anche sulle possibilità di lavoro per il personale che ogni anno copre le supplenze in questo profilo.
A livello territoriale, la Sicilia risulta tra le regioni più penalizzate. A Palermo, ad esempio, i sindacati denunciano una riduzione dell’8,5% dei posti autorizzati per il 2026/2027 rispetto all’anno precedente, che si somma al taglio nazionale già previsto sull’organico di diritto.
Calo demografico e nuove figure professionali rinviate
Il Ministero collega la revisione degli organici anche al calo delle nascite e al conseguente dimensionamento della rete scolastica, con oltre 100mila iscritti in meno ogni anno a livello nazionale. Un fenomeno che sta interessando non solo il personale ATA ma anche l’organico docente, per il quale è stata annunciata una riduzione parallela di 1.407 posti.
Resta inoltre aperta la partita delle nuove figure professionali che avrebbero dovuto affiancare i collaboratori scolastici nell’assistenza agli alunni con disabilità, come le posizioni di collaboratore scolastico operatore e le figure OSA/OSS. La loro introduzione, prevista dal contratto collettivo, è stata rinviata all’anno scolastico 2027/2028, pur con lo stanziamento di un fondo dedicato di 36,9 milioni di euro. Sulla vicenda incide anche una sentenza della Corte di Giustizia europea del 13 maggio 2026, che ha riacceso il confronto sul tema del precariato del personale ATA.
Cosa chiedono i sindacati e prossime tappe
Le organizzazioni sindacali, in particolare FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola, chiedono al Ministero dell’Istruzione e del Merito l’apertura immediata di un tavolo di confronto sugli organici, sottolineando che non si tratta di semplici aggiustamenti tecnici ma di una riduzione generalizzata delle risorse destinate alle istituzioni scolastiche. Tra le richieste principali figurano:
- il superamento dei tagli lineari, sostituiti da una valutazione basata sulle effettive esigenze di ciascun istituto;
- una verifica puntuale delle assegnazioni alla luce delle specificità territoriali;
- l’accelerazione delle assunzioni e la definizione di piani di turnazione tra i plessi più in difficoltà;
- il potenziamento della formazione del personale sull’assistenza agli alunni con disabilità, gestita a livello centrale e non lasciata alla sola iniziativa dei singoli lavoratori.
La definizione degli organici ATA per il 2026/2027 proseguirà nelle prossime settimane con i provvedimenti attuativi e con nuovi incontri tra Ministero e sindacati, in vista dell’avvio dell’anno scolastico a settembre. Resta da capire se le pressioni sindacali e le segnalazioni alle Autorità Garanti porteranno a una revisione, anche parziale, del taglio previsto, oppure se la riduzione dei 2.174 posti di collaboratore scolastico entrerà in vigore così come annunciata, con il rischio denunciato a più voci dal mondo della scuola, di lasciare scoperte proprio le esigenze degli studenti più fragili.
Marianna Quatraro
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an…
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