Contributi fino al 100% della spesa a soggetti a basso reddito e aiuti alle microimprese per la riqualificazione energetica degli immobili, sostegno temporaneo di 400 euro/anno in bolletta per le famiglie vulnerabili, interventi a favore della mobilità sostenibile per contrastare la povertà di trasporto. Sono queste le principali misure agevolative previste dal “Piano sociale per il clima” approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026 (predisposto dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica) che per il periodo 2026-2028 mette a disposizione complessivamente 9,3 miliardi di euro: 7 miliardi verranno finanziati dal Fondo sociale per il clima, lo strumento dell’Ue per accompagnare la transizione ecologica e mitigare l’impatto del nuovo sistema di scambio di quote di emissione (Ets2) su trasporti ed edifici; i restanti 2,3 miliardi sono a carico del bilancio nazionale italiano come quota obbligatoria di cofinanziamento (pari al 25% del costo totale del Piano).
Riqualificazione energetica e mobilità per le microimprese
Per le microimprese vulnerabili il Piano sostiene la riqualificazione energetica degli immobili con contributi e incentivi mirati al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici in cui operano tali imprese, riducendo le dispersioni e il fabbisogno di gas o fonti fossili anche con l’installazione di impianti solari termici o sistemi combinati per la produzione di energia pulita ad uso aziendale. Per la sostituzione degli impianti termici verrà finanziato il passaggio a sistemi di riscaldamento e climatizzazione a basso impatto ambientale (come pompe di calore ad alta efficienza).
Per promuovere la mobilità sostenibile è previsto l’accesso a ecobonus e alle agevolazioni per veicoli nuovi (acquisto, leasing o noleggio a lungo termine) dedicati alle microimprese attive nei settori del trasporto passeggeri (es. taxi e Ncc) e della logistica dell’ultimo miglio (è il tratto finale del viaggio di una merce, va dal magazzino o centro di smistamento locale fino alla casa del cliente o al negozio; è la parte più importante e costosa di tutta la spedizione).
Per l’edilizia privata il Piano individua potenziali finanziamenti che possono arrivare fino al 100% delle spese per la riqualificazione energetica delle abitazioni in classi peggiori (classi F e G).
Aiuti in bolletta e incentivi per le famiglie
Alle famiglie vulnerabili (Isee fino a 20.000 euro), oltre ai contributi fino al 100% delle spese ammissibili per la riqualificazione energetica di unità immobiliari di proprietà, andrà anche un aiuto temporaneo in bolletta stimato in 400 euro all’anno per nucleo beneficiario, previsto tra il 2028 e il 2031. Si tratta di un contributo economico diretto (attuato in Italia tramite il Bonus sociale energia plus) il cui obiettivo è aiutare le famiglie vulnerabili a fare fronte ai rincari sui prezzi dei combustibili e dei trasporti legati all’avvio del nuovo sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets2) e evitare che i costi della transizione ecologica pesino eccessivamente sulle fasce di popolazione con meno risorse. Fungerà da ammortizzatore a breve termine, collegandosi a misure a lungo termine come l’efficienza energetica delle case e l’accesso ai trasporti pubblici.
Gli immobili delle microimprese vulnerabili
In base alle normative europee di riferimento (Regolamento Ue 2023/955) sono definite vulnerabili le microimprese con meno di 10 occupati e un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.
Nel Piano sociale per il clima (regolato dall’Unione europea e recepito in Italia), le microimprese vulnerabili sono quelle attività che subiscono in modo pesante l’aumento dei prezzi dell’energia legato al sistema Ets2 (il mercato europeo delle quote di emissione per edifici e trasporti) e che non hanno le risorse economiche o i mezzi per ristrutturare i propri immobili (o aggiornare i mezzi di trasporto).
L’intero impianto del piano del Mase ha l’obiettivo di prevenire che i costi del nuovo mercato del carbonio per edilizia e trasporti strangolino le attività economiche di piccolissima scala.
A tal fine il Piano prevede finanziamenti dal 65% al 100% per la riqualificazione energetica degli immobili aziendali (con priorità per le classi F e G).
Sono finanziabili gli interventi strutturali sugli edifici di proprietà, l’installazione di fotovoltaico integrato e l’abbinamento del fotovoltaico con pompe di calore per ridurre il gas, al fine di ridurre le dispersioni e il fabbisogno di gas o fonti fossili.
La copertura delle spese ammissibili è estendibile oltre il 65% in base ai bandi e al rispetto del regime degli aiuti di Stato ed è rivolto in particolare alle aziende con un rapporto elevato tra spese energetiche e fatturato (superiore al 3% nel triennio).
I progetti devono garantire un miglioramento significativo delle performance energetiche dell’immobile (almeno un target del 30%).
Gli automezzi delle microimprese vulnerabili
Le microimprese vulnerabili potranno contare sul supporto finanziario e sulle agevolazioni per l’acquisto di veicoli a zero o basse emissioni, nonché su forme di aiuto per rinnovare i parchi veicoli commerciali leggeri o aziendali.
È previsto inoltre un sostegno mirato a ridurre l’impatto del rincaro dei carburanti e della transizione nei trasporti stradali.
L’accesso agli incentivi per la transizione del parco veicoli avverrà tramite una futura piattaforma digitale gestita da Mase e Gse, non appena la Commissione europea avrà completato l’iter di approvazione definitiva del progetto italiano.
Per la gestione e la richiesta dei contributi verrà aperta una procedura telematica centralizzata e sarà necessario dimostrare alti costi energetici o di trasporto e la classificazione come microimpresa. Gli aiuti copriranno una percentuale dei costi per veicoli commerciali a zero o basse emissioni, spesso vincolati alla radiazione di mezzi inquinanti.
Edilizia privata
Per le famiglie vulnerabili è prevista una misura dedicata (Azione M.3) riservata ai proprietari o residenti in abitazioni private con un livello di reddito basso (es. Isee fino a 20.000 euro). Per l’edilizia privata il Piano individua potenziali contributi che possono arrivare fino al 100% delle spese per la riqualificazione energetica delle abitazioni in classi peggiori (classi F e G).
Gli interventi devono garantire un incremento dell’efficienza energetica di almeno il 30%.
Sostegno alle famiglie
Il nuovo Bonus trasporti, in vigore dal 2027 (decreto attuativo previsto entro marzo) e fino al 2032, punta a sostenere i soggetti con Isee non superiore a 20.000 euro che potrebbero essere colpiti da un aumento del prezzo dei carburanti fossili e quindi anche dei biglietti dei mezzi a causa del nuovo meccanismo europeo Ets2 che diventerà pienamente operativo nel 2028.
Il Piano prevede tre diversi livelli di sostegno: 100, 200 o 400 euro l’anno, da riconoscere in funzione del grado di vulnerabilità del beneficiario (Isee, costo della mobilità, caregiver, soggetti deboli, ecc.).
Potranno accedere al beneficio gli utenti abituali del trasporto pubblico che si trovano in una condizione di vulnerabilità alla povertà dei trasporti. Oltre a chi utilizza già autobus, metropolitane o treni, rientra nel bonus anche chi dipende dall’automobile e risulta maggiormente esposto all’aumento dei costi dei carburanti legato alla transizione energetica.
Mobilità sostenibile per famiglie e imprese
Le linee d’azione previste dal Piano per il settore dei trasporti e della mobilità sostenibile si concentrano su stanziamenti dedicati (per circa 1,74 miliardi di euro) per facilitare l’accesso al trasporto pubblico locale alle persone in povertà di trasporto, a cui si aggiungono investimenti mirati per migliorare i servizi di mobilità pubblica e la creazione di hub di prossimità (specie nelle aree svantaggiate, interne o suburbane) e a servizi di sharing mobility.
Il Piano sociale per il clima per il settore di trasporti e mobilità ha stanziato 4,63 miliardi di euro per ammortizzare l’impatto della direttiva europea Ets2 su edilizia e trasporti e per contrastare la povertà di trasporto delle fasce vulnerabili attraverso:
- interventi strutturali per migliorare l’offerta di mobilità pulita nelle aree marginali o a fallimento di mercato, per promuovere la mobilità condivisa, il trasporto pubblico, i servizi a chiamata (Drt), il carsharing e la creazione di hub di interscambio;
- il conto Mobilità le cui risorse sono rivolte agli utenti vulnerabili per facilitare l’accesso economico ai servizi di trasporto pubblico e alle opzioni di mobilità sostenibile. Si tratta di un portafoglio digitale (wallet) da 1,74 miliardi di euro complessivi per erogare contributi annuali di 100, 200 o 400 euro in base al livello di vulnerabilità economica. Serve ad acquistare titoli di viaggio per il trasporto pubblico locale, regionale e servizi a chiamata (Drt).
Sul fronte delle imprese, i piccoli operatori economici potranno fruire di particolari misure di sostegno per accedere a forme di aiuto per rinnovare i parchi veicoli commerciali leggeri o aziendali.
Per quanto riguarda specificamente il trasporto merci o aziendale delle microimprese, il Piano agisce soprattutto sul lato infrastrutturale e di offerta del trasporto pulito e degli hub logistici/di intermodalità, senza prevedere un «conto mobilità» diretto per le aziende, riservato invece alle persone fisiche svantaggiate.
Sebbene l’acquisto diretto di veicoli commerciali pesanti o flotte aziendali non rientri tra le priorità monetarie dirette del Fondo sociale per il clima (concentrato su edilizia, bollette e conti mobilità personale), tuttavia il Piano si raccorda con gli incentivi complementari del Pnrr (Missione 2, Investimento 4.5) per il rinnovo dei veicoli commerciali leggeri con mezzi elettrici e promuove l’accesso a soluzioni di mobilità pulita tramite canali dedicati.
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