D&G riorganizza il comando: super-deleghe ad Alfonso Dolce e tetti per la gestione Cantino


ROMA. Da un lato una governance rigorosamente ridisegnata nei ruoli e nei limiti di spesa per blindare la gestione fino alla primavera del 2029; dall’altro una rilevante operazione di finanza immobiliare concordata con i creditori per valorizzare il patrimonio di famiglia e liberare risorse fresche. Dolce & Gabbana S.r.l. apre una nuova fase della propria storia d’impresa attraverso un riassetto a tutto campo varato dal Consiglio di Amministrazione riunitosi nella sede milanese lo scorso 30 luglio 2026, sotto la presidenza di Alfonso Dolce. L’articolato verbale della riunione consiliare – tenutasi a valle dell’Assemblea dei Soci del 29 luglio che ha nominato il nuovo board in carica per i prossimi tre esercizi (fino all’approvazione del bilancio al 31 marzo 2029) e rinnovato il Collegio Sindacale guidato da Luisella Olgiati – traccia una doppia direttrice strategica: una chiara ripartizione dei poteri gestori tra gli amministratori e l’avvio formale di una maxi-operazione di sale & lease back per le storiche sedi milanesi del gruppo.

Il cuore della delibera sulla governance ruota attorno all’attribuzione delle deleghe operative a due Amministratori Delegati: il presidente Alfonso Dolce e il manager Stefano Cantino. L’impianto delineato dal Cda traccia un profilo di competenze distinto ma altamente complementare. Ad Alfonso Dolce il Consiglio ha conferito una lista di deleghe che gli garantisce la piena operatività gestoria, senza alcun limite di importo e con firma singola e disgiunta per quasi tutti i capitoli strategici dell’azienda. In particolare, ad Alfonso Dolce spettano il potere di stipulare ed eseguire contratti di acquisto, vendita, affitto o permuta di aziende e rami d’azienda, l’acquisizione di partecipazioni in altre società o consorzi, nonché l’acquisto, la vendita o la locazione finanziaria di beni immobili, comprese le locazioni commerciali di durata superiore a nove anni. A ciò si aggiunge la gestione completa di marchi d’impresa, brevetti, diritti d’autore, accordi di co-branding, fino alla concessione di licenze e sublicenze a società del gruppo o terzi in qualsiasi Paese, compresi i contratti per i progetti immobiliari residenziali e alberghieri a marchio Dolce & Gabbana. Sul fronte della governance e della responsabilità di legge, ad Alfonso Dolce fanno capo in esclusiva la qualifica di Datore di Lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008 in materia di prevenzione infortuni e sicurezza sul lavoro, la funzione di Titolare del trattamento dei dati per la Privacy (GDPR) e il coordinamento delle funzioni relative alla tutela dell’ambiente e alla gestione dei rifiuti. In ambito finanziario e fiscale, detiene pieni poteri per rappresentare la società davanti all’Amministrazione Finanziaria e le Commissioni Tributarie, contrarre finanziamenti e mutui senza limiti, sottoscrivere garanzie e gestire la contabilità intercompany del Gruppo.

A Stefano Cantino, confermato nel ruolo di co-Amministratore Delegato, è affidata la guida operativa di quattro aree chiave per la crescita commerciale e l’immagine del brand: le divisioni “Retail”, “Casa”, “Gioielli & Orologi” e “Marketing & Communication”. Per Cantino l’esercizio della firma singola e disgiunta è perimetrato da rigidi tetti finanziari: potrà operare fino a un limite massimo di 3 milioni di euro per singolo atto per i contratti relativi al marketing e alla comunicazione (collaborazioni creative con artisti, influencer, fotografi, modelli, campagne pubblicitarie, sfilate e acquisizione di diritti d’immagine), per gli appalti operativi, l’acquisto di materie prime, semilavorati e i contratti di lavorazione esterna. Il limite scende a 1,5 milioni di euro per l’intera durata del contratto nei casi di locazioni immobiliari aziendali e di compravendita o affitto di aziende e rami d’azienda, con la previsione che per qualsiasi operazione di questo tipo che superi la soglia la competenza torni inderogabilmente al Cda in forma collegiale. Per la stipula di contratti di consulenza e collaborazione parasubordinata o professionale il tetto è fissato a 500 mila euro per singolo contratto. Senza limiti di importo, invece, Cantino potrà gestire la selezione, assunzione, promozione o licenziamento del personale dipendente, definendone qualifiche e trattamenti economici nell’ambito dei piani di sviluppo preventivamente approvati dal Consiglio.

La ripartizione delle competenze approvata dal Consiglio si estende anche agli altri membri del board, con l’obiettivo di coprire ogni snodo organizzativo dell’azienda. Domenico Dolce dispone di ampie deleghe con firma singola e senza limiti di spesa in materia contrattuale per forniture, consulenze e immobili, oltre che in campo finanziario, bancario, fiscale e nella gestione dei rapporti di lavoro, conservando la rappresentanza legale della società nelle controversie giudiziarie di ogni ordine e grado. Giuliano Giannessi assume un ruolo centrale nell’architettura finanziaria dell’azienda, essendogli affidate le deleghe per l’area Banche e Finanza che gli consentono di operare sui conti correnti, richiedere affidamenti, mutui e finanziamenti, firmare i modelli di pagamento delle imposte e sottoscrivere contratti derivati per la copertura del rischio di cambio e di tasso fino a un controvalore di 10 milioni di euro per singola operazione, soglia oltre la quale serve la delibera collegiale del Cda. A Dorotea Dolce vengono affidati poteri operativi per contratti di fornitura di servizi necessari al funzionamento aziendale, acquisto di beni mobili e macchinari, operazioni di cassa, incassi, riscossione di crediti e gestione dei rapporti con gli uffici postali e doganali. Il Consiglio è completato dal consigliere Giuseppina Cannizzaro.

Accanto all’architettura di governo, il verbale del Cda del 30 luglio rivela una mossa strategica fondamentale sul fronte patrimoniale. Su proposta del presidente Alfonso Dolce, il Consiglio ha approvato all’unanimità l’avvio formale di un’operazione di sale & lease back, ovvero la vendita di beni immobili aziendali con contestuale stipula di un contratto di locazione per la prosecuzione delle attività, avente ad oggetto i complessi immobiliari di proprietà situati a Milano in Via Carlo Goldoni n. 10, storico quartier generale e sede legale di D&G, e in Via Broggi n. 23. L’iniziativa, come chiarito dallo stesso presidente durante la seduta, si inserisce nel quadro delle intese di riassetto e rimodulazione recentemente siglate dalla società con il pool delle banche finanziatrici. Gli accordi prevedono il conferimento di un mandato a primari operatori e advisor del settore immobiliare per avviare la ricerca di investitori e fondi specializzati. Alcune società advisor hanno già svolto i primi sopralluoghi negli immobili per avviare le stime peritali. Il mandato che Alfonso Dolce è stato autorizzato a conferire servirà a definire con precisione i valori di mercato degli asset, i canoni d’affitto sostenibili per la maison e i parametri per un’eventuale opzione di riscatto futuro. Una volta raccolte le offerte vincolanti degli operatori, il dossier tornerà sul tavolo del Consiglio di Amministrazione per la delibera finale di cessione, completando un percorso che consentirà a Dolce & Gabbana di ottimizzare la propria struttura finanziaria e garantire la continuità operativa negli uffici simbolo della sua storia milanese.


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