L’intervento/  Una visione metropolitana può garantire il futuro


Alla fine del suo mandato come consigliera metropolitana, Debora Onisto traccia uuna sintesi del suo operato Lo pubblichiamo volentieri e invitiamo tutti a collaborare con questa nuova rubrica “L’intervento” per raccontarci le loro storie e il loro impegno nel Nordest. Nel corso del mio mandato come consigliera metropolitana ho cercato di interpretare il mio ruolo con un obiettivo preciso: essere voce dei territori dentro le istituzioni e contribuire a costruire una visione metropolitana capace di andare oltre i confini dei singoli Comuni. Ho ritenuto importante non limitarmi alla partecipazione ai lavori istituzionali, ma seguire concretamente le questioni strategiche per il futuro della nostra comunità, mantenendo un rapporto diretto con amministratori, Comuni, categorie economiche, associazioni, società sportive e cittadini.

Sono stati anni nei quali il nostro territorio ha affrontato trasformazioni importanti: la transizione energetica, lo sviluppo delle infrastrutture, le nuove esigenze della mobilità, le problematiche della Laguna, la necessità di tutelare il suolo e, contemporaneamente, la valorizzazione di un patrimonio culturale e ambientale unico. Il filo conduttore del mio impegno è stato quindi quello di governare il cambiamento senza perdere l’identità del nostro territorio.

Il mio impegno sui temi del territorio con una visione metropolitana:

Transizione energetica, agrivoltaico e tutela del suolo agricolo. Uno dei temi ai quali ho dedicato maggiore attenzione è stato lo sviluppo degli impianti agrivoltaici e dei sistemi di accumulo BESS. La transizione energetica è necessaria e il nostro Paese deve accelerare sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, ma proprio per questo è necessario governarla, individuando le aree più adatte e privilegiando, dove possibile, superfici già compromesse, industriali, infrastrutturate o dismesse. Ho seguito diversi procedimenti che interessano il nostro territorio, dai progetti di Caorle, Eraclea, fino al sistema BESS di Campagna Lupia, con opere connesse che interessano anche Camponogara e Dolo.

Ho inoltre seguito il confronto regionale sulla definizione delle aree idonee e delle cosiddette “aree super idonee”, richiamando la necessità di tutelare il suolo agricolo e di valutare gli effetti complessivi che più interventi possono produrre sullo stesso territorio. Essere favorevoli alle energie rinnovabili non significa essere favorevoli a qualsiasi localizzazione.

Di cosa mi sono occupata nell’area metropolitana

Strade, infrastrutture e mobilità.  Ho seguito  le principali questioni legate alla viabilità e alle infrastrutture strategiche del territorio, consapevole di quanto collegamenti efficienti e sicuri siano fondamentali per cittadini, imprese e attività economiche. Tra i temi affrontati, la Romea, la Strada del Mare e le problematiche legate ai grandi flussi di traffico che interessano diversi Comuni del territorio metropolitano. Ho seguito inoltre lo sviluppo del Masterplan aeroportuale, riconoscendo nell’aeroporto una infrastruttura strategica per Venezia e per l’intero territorio, ma sottolineando anche la necessità di considerare le ricadute sui Comuni contermini come Marcon e Quarto d’Altino. Le grandi infrastrutture devono rappresentare un’opportunità di sviluppo, ma devono essere accompagnate da una pianificazione capace di governarne gli effetti sui territori.

Scuole, trasporti e sport.  Ho dedicato attenzione anche alle scuole, ai trasporti e agli impianti sportivi di competenza della Città metropolitana. Le scuole rappresentano un patrimonio fondamentale e richiedono attenzione costante alla qualità, alla sicurezza e alla funzionalità degli edifici. Allo stesso modo ho seguito il tema delle palestre scolastiche, sostenendo l’importanza di renderle sempre più accessibili alle società sportive anche in orario extrascolastico. Gli impianti pubblici possono diventare veri presìdi di socialità, inclusione e crescita per i nostri ragazzi. Ho inoltre prestato attenzione alle esigenze del trasporto pubblico e della mobilità degli studenti e dei cittadini, perché una Città metropolitana deve essere prima di tutto una rete di territori realmente collegati tra loro.

La Laguna di Venezia

Un altro importante capitolo del mio lavoro ha riguardato la regolamentazione della navigazione nella Laguna. È una materia che riguarda concretamente la sicurezza della navigazione, il trasporto pubblico, le attività economiche, la pesca, il turismo e la vita quotidiana di chi vive e lavora in Laguna. Ho seguito il percorso relativo alle modifiche del regolamento per il coordinamento della navigazione locale, con particolare attenzione all’equilibrio tra sicurezza, mobilità e tutela ambientale. La Laguna è un ambiente fragile, un patrimonio storico e paesaggistico, ma anche un luogo di lavoro e di vita. Il diritto di navigare deve convivere con il dovere di proteggere la Laguna.

Il confronto con amministratori, associazioni e cittadini.  Una parte importante del mio lavoro è stata il confronto diretto con chi vive quotidianamente i problemi del territorio. Ho avuto modo di incontrare sindaci, amministratori, associazioni agricole, società sportive e cittadini, favorendo momenti di confronto su temi concreti. Credo che questo sia uno dei compiti fondamentali della politica: ascoltare prima di decidere. Un amministratore conosce le esigenze della propria comunità, chi lavora sul territorio ne conosce le potenzialità e le criticità, i cittadini vivono direttamente le conseguenze delle trasformazioni. Il territorio deve essere ascoltato prima di essere trasformato.

Un lavoro di squadra

Il percorso di questi anni non sarebbe stato possibile senza il confronto e la collaborazione con tanti amministratori e colleghi con i quali abbiamo condiviso temi, problemi e obiettivi. A loro va il mio ringraziamento per il lavoro svolto insieme e per aver costruito un percorso istituzionale fatto di ascolto, confronto e collaborazione. La squadra che abbiamo costruito è stata una parte fondamentale di questo mandato, perché la Città metropolitana può esprimere il proprio potenziale quando i Comuni e i loro amministratori riescono a lavorare insieme, superando i singoli confini e mettendo al centro gli interessi delle comunità.

Cultura, patrimonio storico e identità dei territori.  Considero fondamentale il tema della cultura e del patrimonio storico dei nostri territori. La Città metropolitana di Venezia non è soltanto Venezia e i suoi grandi monumenti, ma anche un patrimonio diffuso fatto di ville, torri, fortificazioni, edifici storici, paesaggi e testimonianze della storia delle nostre comunità. Un esempio significativo è la Torre di Bebbe, nell’area  di Chioggia, testimonianza della storia del territorio e del rapporto antico tra Venezia, l’acqua e la difesa della Laguna. Credo che luoghi come questo debbano essere maggiormente conosciuti, tutelati e valorizzati, inserendoli in una rete culturale capace di raccontare la ricchezza dei nostri Comuni. Perché valorizzare il territorio significa anche conservarne la memoria e l’identità.

Cambiare guardando al futuro senza perdere l’identità

Guardando complessivamente all’attività svolta, credo emerga un filo conduttore preciso: governare il cambiamento senza perdere l’identità del territorio. La transizione energetica è necessaria, ma deve essere compatibile con la tutela del suolo. Le infrastrutture sono necessarie per lo sviluppo, ma devono essere accompagnate da una pianificazione che tenga conto delle comunità. Le scuole e gli impianti sportivi devono essere spazi sicuri, accessibili e al servizio dei nostri ragazzi. I trasporti devono collegare realmente i territori. La Laguna deve essere vissuta e utilizzata, ma deve essere protetta. Il patrimonio culturale deve essere valorizzato, ma prima di tutto conservato.

Sono temi diversi, ma tutti riconducibili alla stessa responsabilità: decidere non soltanto cosa vogliamo costruire, ma anche cosa vogliamo proteggere. È questo il significato che ho cercato di dare al mio ruolo di consigliera metropolitana: portare nelle istituzioni le esigenze raccolte nei territori, favorire il confronto e contribuire a costruire una visione che vada oltre i singoli Comuni e i singoli procedimenti. Credo che oggi la Città metropolitana debba continuare a programmare, coordinare e ascoltare. Una Città metropolitana nella quale sviluppo e tutela siano considerati complementari e parti della stessa idea di futuro. Perché il territorio che amministriamo non è soltanto quello che abbiamo ricevuto. È quello che abbiamo la responsabilità di consegnare a chi verrà dopo di noi.

Debora Onisto




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