FATTI VERI. SERIETÀ NON GARANTITA.
La notizia è vera. È il racconto che ha qualche bullone allentato.
Lewis conosce già il nuovo circuito: pochi rettilinei, pista da qualifica e possibilità di superare tutte da verificare. La domenica potrebbe diventare una processione, ma con la paella.
Lewis Hamilton arriverà al Gran Premio di Madrid con un vantaggio che nessun simulatore può offrire: sa già dove si trova l’ingresso.
Il sette volte campione del mondo ha infatti guidato realmente sul Madring lo scorso 9 luglio, quando la Ferrari è diventata la prima squadra a portare una monoposto di Formula 1 sul nuovo circuito spagnolo.
Hamilton e Charles Leclerc si sono divisi i 200 chilometri concessi dal regolamento per un filming day: cento a testa, gomme dimostrative Pirelli e una pista ancora impegnata a capire se fosse già un circuito oppure un cantiere con ambizioni mondiali.
Non era un vero test. Più che raccogliere dati, la Ferrari ha raccolto polvere.
Hamilton trova Madrid, ma non trova l’aderenza
Dopo aver provato il tracciato, Hamilton ha raccontato che le condizioni erano poco rappresentative.
«Abbiamo percorso soltanto pochi giri e la pista era molto polverosa, come ci si può aspettare da un circuito nuovo. Non c’era aderenza e le gomme erano praticamente ricoperte di polvere per tutto il tempo».
Il britannico ha inoltre rivelato che l’asfalto aveva raggiunto una temperatura vicina ai 60 gradi. Una situazione utile per verificare la resistenza delle gomme, della monoposto e probabilmente anche delle suole delle scarpe.
A quelle temperature il Madring non era ancora una pista di Formula 1: era una friggitrice ad aria da 5,4 chilometri.
Hamilton ha comunque definito interessante il disegno del circuito, ma ha immediatamente individuato un dettaglio destinato a preoccupare i piloti: i rettilinei non abbondano.
Anzi, secondo Lewis, sembrano essersi nascosti.
«Sembra una pista sulla quale conterà molto il giro secco. Non ci sono realmente dei rettilinei e sembra un posto nel quale sarà difficile sorpassare».
Una frase che, tradotta nel linguaggio semplice di QuellaPazzaF1, significa: chi partirà davanti potrà correre, chi partirà dietro potrà ammirare comodamente l’alettone della macchina che lo precede.
A Madrid la qualifica potrebbe durare fino a domenica
Le prime impressioni di Hamilton trasformano immediatamente il sabato nel giorno decisivo del weekend.
Se i sorpassi saranno davvero complicati, la qualifica non stabilirà soltanto la griglia di partenza: potrebbe assegnare anche il diritto di occupazione del posto per le successive ventiquattro ore.
Pole position, prima fila e contratto d’affitto valido fino alla bandiera a scacchi.
La domenica, invece, per superare un avversario potrebbero servire il DRS, una batteria completamente carica, un errore del pilota davanti e un appuntamento prenotato attraverso il portale del Comune di Madrid.
Documenti richiesti: patente internazionale, numero di gara, motivo del sorpasso e autocertificazione che non si intende disturbare la processione.
Il circuito presenta 22 curve, una parte cittadina e una sezione permanente. La curva più attesa è la “Monumental”, lunga circa 550 metri e caratterizzata da una pendenza che raggiunge il 24%.
Uno dei punti più spettacolari della pista, sicuramente. Resta soltanto da capire se sarà possibile affrontarla affiancati oppure se verrà utilizzata per osservare più da vicino il fondo della monoposto davanti.
Il vantaggio segreto della Ferrari
Il filming day aveva attirato l’attenzione della McLaren. Andrea Stella aveva riconosciuto che la Ferrari non aveva violato alcun regolamento, ma aveva ipotizzato un piccolo vantaggio per la squadra italiana.
In fondo Hamilton e Leclerc avevano già percorso il tracciato, mentre tutti gli altri potevano conoscerlo soltanto attraverso simulazioni, video e persone che indicavano le curve con il mouse.
Hamilton, però, ha ridimensionato rapidamente il presunto privilegio.
Pochi giri, gomme dimostrative, pista sporca, lavori ancora in corso e aderenza praticamente assente: materiale sufficiente per girare un video promozionale, molto meno per preparare una strategia vincente.
La Ferrari potrebbe aver acquisito qualche riferimento su procedure, asfalto e disposizione del circuito. Ma se qualcuno a Maranello possiede già il segreto per vincere a Madrid, probabilmente non lo ha trovato sotto uno strato di polvere a sessanta gradi.
Il test è stato soprattutto prezioso per gli organizzatori, che hanno potuto verificare cordoli, vie di fuga, comunicazioni, sistemi di sicurezza e operazioni di pista.
Hamilton e Leclerc, insomma, hanno fatto contemporaneamente da piloti, collaudatori e controllo qualità.
Mancava soltanto che, rientrando ai box, consegnassero una recensione: “Circuito interessante, personale gentile, sorpassi non pervenuti. Tre stelle in attesa delle prove libere”.
Hamilton non si fidava già prima
L’opinione prudente di Hamilton sui nuovi circuiti non è nata dopo il test.
Già nel 2025 Lewis aveva accolto favorevolmente Madrid come destinazione, mostrando però molta meno fiducia nella capacità della Formula 1 moderna di creare piste all’altezza dei tracciati storici.
Secondo il britannico, progettare un nuovo circuito è spesso un’operazione dall’esito incerto e, nella maggior parte dei casi, il risultato finisce per essere peggiore rispetto alle piste classiche.
Una posizione piuttosto chiara: bella Madrid, ottimo il pubblico, meravigliose le infrastrutture, ma prima di festeggiare controlliamo che qualcuno abbia ricordato di disegnare un punto di sorpasso.
Adesso Hamilton ha guidato davvero sul Madring e il suo giudizio è diventato più preciso. Il layout gli è sembrato interessante e impegnativo, ma la scarsità di rettilinei potrebbe rendere molto difficile attaccare.
Non è ancora una sentenza definitiva. A luglio il tracciato era sporco, incompleto e affrontato con pneumatici diversi da quelli che saranno utilizzati nel Gran Premio. Durante il weekend l’asfalto migliorerà rapidamente e ventidue monoposto contribuiranno a depositare gomma.
Oppure contribuiranno a depositarsi tutte sulla stessa traiettoria.
Ferrari avvisata: sabato vietato sbagliare
Per Hamilton e la Ferrari, il messaggio è semplice: sul Madring bisognerà trovare immediatamente una buona configurazione e soprattutto evitare errori in qualifica.
Su una pista nuova ogni squadra partirà con simulazioni, calcoli e una discreta quantità di speranza. Ferrari avrà almeno qualche riferimento reale, anche se raccolto in condizioni poco utili.
Lewis conosce già le curve. Adesso dovrà scoprire se la SF-26 sarà abbastanza veloce per affrontarle davanti agli altri.
Perché se Hamilton ha ragione, domenica il problema non sarà capire come superare.
Il problema sarà trovare il rettilineo nel quale provarci.
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