TARANTO – Una parte dei benefici economici generati dalla filiera del petrolio lucano dovrebbe essere destinata anche a Taranto e alla sua provincia, territorio che ospita infrastrutture considerate strategiche per la movimentazione e la raffinazione del greggio proveniente dalla Basilicata. È la richiesta avanzata da Federcontribuenti, che ha predisposto un Protocollo di Sostenibilità Sociale rivolto a Eni e TotalEnergies, chiedendo l’apertura di un confronto su ristori economici, agevolazioni energetiche e interventi ambientali.
L’iniziativa è contenuta in una istanza che l’associazione riferisce di avere notificato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alle due compagnie energetiche, ai presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata, all’Autorità portuale e agli enti locali ionici.
Alla base della proposta c’è la valutazione economica contenuta nel dossier di Federcontribuenti. Secondo le stime dell’associazione, la filiera del petrolio estratto in Basilicata e movimentato attraverso Taranto avrebbe un valore commerciale lordo di circa 2,5 miliardi di euro ogni anno. Federcontribuenti sostiene che, a fronte dei vantaggi economici prodotti dalla filiera e degli introiti derivanti dalle royalties per la Basilicata, il territorio tarantino non riceverebbe un ristoro proporzionato al ruolo logistico, infrastrutturale e ambientale svolto.
A promuovere il dossier è Cosimo Lucaselli, rappresentante di interessi di Federcontribuenti presso la Camera dei Deputati e residente nella provincia ionica. È proprio questa doppia veste, nazionale e territoriale, a caratterizzare l’iniziativa.
«Parlo oggi da rappresentante nazionale ma anche da cittadino di questa provincia», afferma Lucaselli, richiamando le difficoltà che, secondo la sua analisi, le famiglie stanno affrontando per l’aumento del costo dell’energia e dei carburanti.
Il ragionamento dell’associazione parte dal ruolo attribuito a Taranto all’interno della filiera. «Taranto offre un servizio logistico e di raffinazione insostituibile che genera miliardi di euro, ma i nostri cittadini sono costretti a pagare l’energia a prezzo pieno di mercato», sostiene il rappresentante di Federcontribuenti.
Da qui la richiesta alle compagnie di valutare l’estensione al territorio ionico di strumenti analoghi a quelli indicati dall’associazione come già utilizzati in Basilicata. Tra le misure proposte figurano il Bonus Gas e una Card Carburante a beneficio delle famiglie di Taranto e provincia, con costi che, nella proposta di Federcontribuenti, dovrebbero essere sostenuti direttamente dalle società energetiche.
«Riconosciamo il valore strategico di Eni e Total per il Paese, ma la responsabilità sociale d’impresa impone di dare risposte tangibili e tempestive alle famiglie del territorio ionico attraverso l’estensione del Bonus Gas e della Card Carburante», afferma Lucaselli.
Il dossier costruisce inoltre un parallelismo con il collegamento ferroviario Frecciarossa Metaponto-Taranto. Federcontribuenti richiama il contributo di 1,5 milioni di euro all’anno, indicato come quota richiesta dalla Basilicata alla Puglia e pari al 28% del costo complessivo di compensazione del servizio ferroviario.
Secondo Lucaselli, questo precedente dovrebbe aprire una riflessione sul principio di reciprocità economica anche per il transito industriale del petrolio. «Il caso del Frecciarossa Metaponto Taranto dimostra che le istituzioni applicano tariffe rigorose di mercato», osserva il rappresentante dell’associazione.
La proposta di Federcontribuenti prevede in particolare che il 15% delle royalties e delle accise di competenza lucana venga destinato stabilmente a un Fondo di Solidarietà gestito dalla Provincia di Taranto, con l’obiettivo indicato di rafforzare i servizi sanitari ed epidemiologici.
Lucaselli sostiene inoltre che la presenza dell’oleodotto e delle infrastrutture collegate alla filiera determini conseguenze sul territorio che dovrebbero trovare una compensazione economica. Nel comunicato richiama anche l’articolo 1 del Protocollo 1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, formulando una propria interpretazione giuridica degli effetti prodotti sui beni interessati dal passaggio dell’infrastruttura.
«Taranto è un monopolio naturale insostituibile per la filiera del petrolio», sostiene Lucaselli, che definisce la proposta «un atto di profonda equità contrattuale» e sollecita l’apertura di un confronto con Eni e TotalEnergies.
Un altro capitolo riguarda le bonifiche. Nel dossier tecnico allegato all’istanza, Federcontribuenti quantifica in circa 3 miliardi di euro il costo della bonifica profonda del Sito di Interesse Nazionale di Taranto. L’associazione mette questa cifra a confronto con il valore commerciale stimato della produzione petrolifera lucana, sostenendo che sarebbe equivalente a circa 14 mesi del valore lordo del greggio in transito.
Proprio sul fronte ambientale viene avanzata un’ulteriore richiesta: una tariffa di 0,50 euro per ogni barile di idrocarburi movimentato nel porto di Taranto, da destinare al finanziamento delle opere di bonifica del SIN e alla transizione ecologica delle aree costiere.
Il progetto delineato dall’associazione si sviluppa quindi su 3 direttrici che vengono presentate come complementari: sostegno energetico diretto alle famiglie, redistribuzione di una quota dei proventi della filiera e contributo ambientale collegato alla quantità di petrolio movimentata nello scalo ionico.
Federcontribuenti precisa però di non voler impostare l’iniziativa come una contrapposizione con la Basilicata. L’obiettivo dichiarato è piuttosto quello di aprire un negoziato con le grandi società energetiche sul rapporto tra attività industriale, territorio e ricadute economiche locali.
«Non cerchiamo lo scontro, ma un’alleanza matura», conclude Lucaselli. Nella prospettiva indicata dall’associazione, il Protocollo di Sostenibilità Sociale dovrebbe diventare lo strumento attraverso il quale riconoscere anche alle famiglie della provincia di Taranto una parte dei benefici collegati alla presenza sul territorio di una filiera energetica considerata strategica a livello nazionale.
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