Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp hanno chiesto un’audizione parlamentare sulla conversione del Decreto PA 2026. L’obiettivo è correggere l’esclusione dei lavoratori del sociosanitario dall’adeguamento salariale automatico riconosciuto agli altri settori privati. La partita riguarda circa 300 mila professionisti, con il contratto della sanità privata scaduto da otto anni e quello delle Rsa da quattordici.
La richiesta di audizione alla Camera
Sanità privata e RSA, contratti fermi: sindacati chiedono un’audizione parlamentare
Le tre organizzazioni hanno depositato il 1° settembre la richiesta di essere ascoltate dalle Commissioni riunite V (Bilancio) e VIII (Ambiente) della Camera e di aprire un confronto con i gruppi parlamentari durante l’iter di conversione del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, il cosiddetto Decreto PA 2026.
“Non consentiremo che sulla sanità privata accreditata e sulle Rsa si spengano i riflettori”, dichiarano i segretari generali Federico Bozzanca (Fp Cgil), Roberto Chierchia (Cisl Fp) e Rita Longobardi (Uil Fp). Il decreto, spiegano, “rappresenta il primo veicolo normativo utile per dare finalmente una risposta”.
Otto anni senza rinnovo, quattordici nelle Rsa
Il contratto collettivo della sanità privata Aiop-Aris in vigore è stato firmato l’8 ottobre 2020 e copre il triennio 2016-2018: la scadenza risale quindi al 31 dicembre 2018. Nelle Rsa e nelle case di riposo la situazione è peggiore, con un contratto fermo da quattordici anni.
Nel mezzo ci sono infermieri, operatori socio-sanitari, fisioterapisti e tecnici che lavorano in strutture accreditate con il Servizio sanitario nazionale, spesso accanto a colleghi del pubblico che negli stessi anni hanno visto rinnovare il proprio contratto. Il 17 aprile scorso i sindacati avevano proclamato uno sciopero nazionale del settore dopo la rottura del negoziato con le associazioni datoriali.
Per le strutture il conto si paga sul reclutamento. Con retribuzioni ferme al 2018, trattenere un infermiere di area critica o un coordinatore diventa difficile in un mercato del lavoro dove il pubblico e l’estero competono sugli stessi profili.
Il nodo dell’esclusione dal Decreto Lavoro
Il punto più tecnico della vertenza riguarda la legge 112/2026, di conversione del Decreto Lavoro. La norma prevede che, quando un contratto nazionale resta senza rinnovo per più di nove mesi dalla scadenza, ai lavoratori spetti un’anticipazione forfettaria pari al 50% della variazione dell’indice Ipca-Nei, l’indicatore dei prezzi al consumo usato nella contrattazione collettiva.
Il terzo comma esclude però dal meccanismo i settori ad elevata stagionalità e quelli che erogano “prestazioni sanitarie e sociosanitarie per conto del Servizio sanitario nazionale”. Per questi ultimi gli incrementi restano affidati alla contrattazione di settore. I sindacati parlano di “una palese e ingiustificata discriminazione” e chiedono che la conversione del Decreto PA la corregga.
I numeri del settore nel report Mediobanca
I sindacati poggiano la richiesta sui dati dell’Area Studi Mediobanca pubblicati a luglio, che analizzano 38 tra i principali operatori della sanità privata italiana. Il giro d’affari aggregato ha raggiunto 13,4 miliardi di euro nel 2024, il 22% in più rispetto al 2019, con una crescita stimata del 3,7% per il 2025.
A trainare sono le strutture per anziani e non autosufficienti: i gestori di Rsa registrano ricavi superiori del 25,9% ai livelli pre-pandemia, grazie a tassi di occupazione dei posti letto più alti e a nuove aperture. Gli addetti del comparto hanno superato quota 102 mila, in crescita del 5,3% in un anno.
Il quadro non è però uniforme. La marginalità resta sotto i livelli pre-Covid: l’Ebit margin aggregato è risalito dal 3,1% al 3,6%, contro il 5,4% del 2019.
“Non può esistere un sistema largamente sostenuto da risorse pubbliche e dai regimi di accreditamento nel quale il rinnovo dei contratti venga sistematicamente rinviato”, affermano i tre segretari.
Legare i fondi pubblici ai rinnovi
La proposta che i sindacati portano in Parlamento era già stata inviata il 27 luglio alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Orazio Schillaci e Paolo Zangrillo: subordinare l’aumento delle risorse pubbliche, l’adeguamento delle tariffe e la revisione dei Drg all’applicazione dei contratti rinnovati. In sostanza, chi non rinnova non accede agli incrementi di finanziamento.
L’8 agosto le stesse sigle avevano definito il testo del Decreto PA “l’ennesima occasione persa”. Ora la partita si sposta sugli emendamenti in sede di conversione e, in prospettiva, sulla prossima legge di bilancio, con Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni tra gli interlocutori indicati. “Se ancora una volta non arriveranno risposte concrete, siamo pronti a mettere in campo ogni iniziativa necessaria”, avvertono Bozzanca, Chierchia e Longobardi.
Fonti
- Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp. Sanità privata e Rsa. “Non si spengano i riflettori. Chiesto incontro su Decreto PA, pronti a proseguire la mobilitazione” [Internet]. Roma; 1 settembre 2026 [consultato il 2 settembre 2026]. Disponibile su: fpcgil.it
- Cisl Fp. Decreto PA 2026. Richiesta audizione per immediati interventi su sanità privata e servizi educativi [Internet]. Roma; 1 settembre 2026 [consultato il 2 settembre 2026]. Disponibile su: cislfp.it
- Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144 (Decreto PA 2026).
- Legge 112/2026, di conversione del Decreto Lavoro 2026.
- CCNL personale dipendente dalla sanità privata Aiop-Aris, sottoscritto l’8 ottobre 2020, triennio 2016-2018.
- Cisl Fp. Sanità privata e Rsa. I sindacati scrivono al Governo: “Subito un intervento normativo. No fondi pubblici senza rinnovi contrattuali” [Internet]. Roma; 27 luglio 2026 [consultato il 2 settembre 2026]. Disponibile su: cislfp.it
- Cisl Fp. Sciopero sanità privata 17 aprile [Internet]. Roma; 3 aprile 2026 [consultato il 2 settembre 2026]. Disponibile su: cislfp.it
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