Fino a 1.300 euro per un solo figlio. È questo il conto che può presentare il ritorno a scuola quando si sommano libri, zaino, astuccio, diario e tutto il materiale necessario per affrontare il nuovo anno. Una cifra che può però scendere sensibilmente con qualche scelta oculata: riutilizzare ciò che è ancora in buone condizioni, confrontare i prezzi e puntare sull’usato.
Settembre porta con sé la ripresa delle lezioni e, inevitabilmente, una lunga lista di acquisti. Non ci sono soltanto i libri: quaderni, penne, matite, colori, zaini, astucci e strumenti specifici per le diverse materie contribuiscono a far crescere il conto. E quando gli studenti in famiglia sono due o più, l’impatto sul bilancio diventa ancora più evidente.
Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel 2026 il corredo scolastico, compresi i ricambi necessari durante l’anno, costa mediamente 673,60 euro per studente, il 2,3% in più rispetto al 2025. A questa cifra si aggiungono i libri di testo: la stima media è di 545,66 euro per i testi obbligatori più due dizionari, con un incremento dell’1,6%. “Federconsumatori – dati sul caro-scuola 2026” (https://www.federconsumatori.it/?utm_source=chatgpt.com)
Il conto medio arriva così a 1.219,26 euro per ragazzo. Una cifra che può aumentare ulteriormente in alcuni casi. Il Codacons indica infatti una spesa complessiva che può raggiungere 1.300 euro per studente considerando libri e corredo scolastico.
Quando il conto sale
La spesa può diventare particolarmente elevata quando si decide di acquistare tutto nuovo e si scelgono prodotti di fascia medio-alta. Uno zaino può superare i 200 euro, un astuccio completo arrivare a circa 60 euro e un diario sfiorare i 40 euro.
A incidere sono anche i prodotti legati alle mode e ai marchi più richiesti. Ma non sempre spendere di più significa acquistare qualcosa di indispensabile: per molte famiglie una parte del budget può essere ridotta semplicemente evitando ciò che non serve.
I libri sono la voce più pesante
Il capitolo più impegnativo resta quello dei testi scolastici, soprattutto per gli studenti che iniziano un nuovo ciclo di studi. Per la prima media, libri e due dizionari arrivano mediamente a 561,61 euro. Per la prima superiore, considerando libri e quattro dizionari, si arriva invece a 805,15 euro. Sommando il corredo, le due situazioni possono portare rispettivamente a circa 1.235 euro e 1.479 euro.
Proprio sui libri esiste però un margine di risparmio importante. Secondo Federconsumatori, acquistando testi usati è possibile ottenere un risparmio superiore al 29% rispetto al nuovo.
Prima di acquistare, soprattutto online, è fondamentale controllare codice ISBN, titolo, autore ed edizione: una versione diversa da quella indicata dalla scuola potrebbe non essere utilizzabile.
Dove si può tagliare
Il risparmio più immediato arriva dal materiale che non è necessario ricomprare. Uno zaino ancora in buone condizioni può essere utilizzato per un altro anno, così come astucci, raccoglitori, colori, righelli e parte della cancelleria.
Anche il luogo in cui si acquista può fare la differenza. Il confronto tra grande distribuzione, cartolerie e negozi online permette di individuare le condizioni più convenienti. Secondo Federconsumatori, nel 2026 la grande distribuzione risulta mediamente più conveniente per il campione analizzato, mentre l’online presenta un vantaggio medio del 20,25% rispetto alle cartolibrerie. L’importante è confrontare il prezzo finale, comprese eventuali spese di spedizione.
Quanto può spendere una famiglia?
Per avere un riferimento concreto si possono individuare tre fasce.
Spesa elevata: fino a circa 1.300 euro per studente. È lo scenario in cui si acquista sostanzialmente tutto nuovo e senza particolari strategie di contenimento dei costi.
Spesa media: intorno ai 1.200 euro. È il valore che emerge dalla somma delle medie Federconsumatori per corredo e libri.
Spesa attenta al risparmio: circa 800-1.000 euro. È una stima possibile quando si riutilizza parte del materiale, si confrontano i prezzi, si scelgono prodotti essenziali e si ricorre all’usato per i libri quando disponibile.
La differenza può quindi arrivare a 300-500 euro per studente rispetto a uno scenario di spesa elevata. Non si tratta di un risparmio garantito, ma di un obiettivo realistico per una famiglia che programma con attenzione gli acquisti.
Con due figli il conto raddoppia
Per una famiglia con due studenti, le cifre diventano naturalmente più impegnative. Acquistando libri e corredo completamente nuovi, il conto può superare 2.400-2.600 euro complessivi. Applicando invece le principali strategie di risparmio e ipotizzando una spesa di 800-1.000 euro per ragazzo, il budget potrebbe scendere indicativamente a 1.600-2.000 euro. La differenza dipende soprattutto dall’età dei figli, dal numero di testi richiesti e dal materiale che può essere recuperato dall’anno precedente.
Dieci mosse pratiche per spendere meno
1. Controllare prima ciò che si possiede già.
2. Riutilizzare zaini, astucci e cancelleria ancora in buono stato.
3. Valutare i libri usati e gli eventuali scambi tra famiglie.
4. Verificare sempre ISBN ed edizione dei testi.
5. Confrontare i prezzi tra diversi punti vendita.
6. Considerare il costo totale degli acquisti online, comprese le spedizioni.
7. Non comprare immediatamente tutto il materiale: alcuni articoli potrebbero essere richiesti solo dopo l’inizio delle lezioni.
8. Evitare di pagare un sovrapprezzo soltanto per il marchio o per la moda del momento.
9. Sfruttare le offerte soltanto per prodotti realmente necessari.
10. Informarsi su bonus, contributi e agevolazioni previste da Regione e Comuni.
Il vero risparmio? Comprare meno e meglio
Il conto del ritorno a scuola può essere pesante, ma non è necessariamente uguale per tutti. La differenza la fanno soprattutto le scelte compiute prima di arrivare alla cassa.
Controllare quello che è già disponibile, programmare gli acquisti, confrontare i prezzi e valutare l’usato permette di ridurre una parte consistente della spesa senza rinunciare a ciò che serve davvero.
In un settembre già impegnativo per i bilanci familiari, la parola d’ordine diventa quindi programmazione: non comprare tutto e subito, ma distinguere ciò che è indispensabile da ciò che può aspettare. È così che qualche decina di euro alla volta può trasformarsi, alla fine, in un risparmio di diverse centinaia di euro.
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